«Piscina fantasma ma paghiamo gli interessi»


PAVIA. Tre euro e trentasette centesimi a testa. Circa. I settantaquattromila cittadini di Pavia hanno già pagato, a testa, questa cifra per rimborsare solo gli interessi del mutuo per la realizzazione dell'impianto sportivo di via Acerbi, acceso con la Cassa depositi e prestiti nel lontano 1998. In totale, 250mila euro di interessi. Soldi buttati per le indecisioni delle amministrazioni che si sono succedute dal 1998 ad oggi. E, visto l'attuale stato degli atti, quanto pagheremo prima della sua realizzazione?
A porsi queste domande, e a segnalare il costo degli interessi, è stato il gruppo politico dell'Udeur, in consiglio comunale rappresentato, nella lista «Pavia città per l'uomo», da Francesco Adenti e da Denny Mazzilli. Ma a snocciolare numeri e statistiche è il segretario cittadino, Fabrizio Chirico: «Allora, i conto sono presto fatti: il mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti fu concesso il 28 luglio del 1998, per un importo 2.155.381 di euro. Il mutuo era in ammortamento dal 1º gennaio 2000 al 2019 con tasso fisso del 5,5%. Il calcolo è semplice: gli interessi erano semestrali, di 49.847,64 euro. A giugno è stato rinegoziato e durerà fino al 2034 con una rata inferiore, 37mila e 232 euro. Se facciamo calcolo per stimare i danni, e siamo stati buoni..., nei primi 5 anni è costato 250.000 euro di interessi per un'opera non ancora iniziata. I tre euro e trentasette centesimi che i cittadini stanno pagando sono solo, ripeto, di interessi. Poi c'è il mutuo...».
Questo è un dato tecnico. Sotto il profilo operativo, però, cosa dovrebbe mai fare l'amministrazione comunale? Perché se è vero che dal 1998 non s'è mai deciso il da farsi, quando i lavori sono davvero iniziati, nel luglio del 2004, ci si è subito fermati (ottobre dello stesso anno). Il motivo? Contenzioso con la ditta Pacchiarotti in merito ai costi, non previsti, di smaltimento dei rifiuti contenuti nel terreno di via Acerbi: «Ora vanno assunte delle decisioni - dice Chirico -. Come Udeur noi proponiamo, di fronte a questi fatti, di valutare se l'impianto debba essere realizzato da un'altra parte, ma comunque realizzato visto che è necessario alla città. Dove? Beh, ad esempio nella zona del Confluente, area già prevista urbanisticamente come adatta allo sport».
Resta aperto il problema del contensioso: se la ditta di Vittorio Pacchiarotti avesse ragione in merito al problema dei rifiuti, annullare la gara significherebbe pagare centinaia di migliai di euro in danni. «Una soluzione si può trovare - è l'opinione di Francesco Adenti, che come ex-assessore conosce bene la vicenda, pur avendo ereditato il progetto dalla giunta precedente -: pensando che la costruzione debba comunque avvenire in via Acerbi, dico che il Comune non deve assolutamente sopportare ulteriori spese o modifiche progettuali che siano solo nell'interesse dell'operatore. Anzi, in questa fase ritengo sia necessario avviare una commissione d'inchiesta che valuti le eventuali responsabilità».
Un attacco durissimo quello dell'Udeur, che va a sommarsi al fuoco di fila dei mesi scorsi ad opera delle forze del centrodestra. In ogni caso, presto dovremmo sapere l'esito ufficiale delle analisi dei terreni e quindi il costo dello smaltimento. Poi, si spera possa prevalere, nell'interesse pubblico, il buon senso.

Filiberto Mayda