Gli editori al castello con "Parole nel tempo"
BELGIOIOSO. Compie quindici anni 'Parole nel Tempo" la mostra mercato dei piccoli editori che si tiene al Castello. L'iniziativa è nata con'intento di presentare, accanto a editori ormai consolidati, anche i nuovi o i piccolissimi editori, spesso espressione di nuove tendenze e proteste, eversivi, trasgressivi o tradizionali, comunque in cerca di talenti e buoni libri.
Un intenso programma di presentazioni, alcune interessanti mostre collaterali faranno da contorno alla edizione 2005 di 'Parole nel tempo". Vediamole.
Il Novecento di Bernardo Bertolucci nelle immagini di Angelo Novi, Catalogo MUP Editore. Nel 30º anniversario della lavorazione di 'Novecento", una mostra fotografica celebra il capolavoro di Bernardo Bertolucci attraverso cento immagini scattate da Angelo Novi durante la lavorazione. Il film, in alcune memorabili scene, fu girato nelle strade, nelle piazze e nei palazzi della splendida cittadina gonzaghesca, Guastalla. Fra gli abitanti di questa terra bagnata dal Po è ancora vivo il ricordo di quel periodo. Per la presenza di Laura Betti, Gerard Depardieu, Stefania Sandrelli, Donald Sutherland, ma anche per il fascino della macchina da presa puntata sulla città, l'irresistibile seduzione del cinema vissuto in diretta come esperienza collettiva.
Intellettuali nel paese di Olivetti. Ricchezze d'Autore dall'Archivio Storico Olivetti di Ivrea.
La mostra si articola in una ricca serie di testi letterari (elaborati graficamente), libri, poster, foto, originali composizioni di Michel Butor e Pierre Alechinsky. E con una presenza eccezionale, la Biblioteca d'Olivetti, un bookstore di documenti unici e rari da reperire (libri strenna, cataloghi d'arte, calendari, manifesti, oggetti di design), vera ed originale occasione per bibliofili ed appassionati di un'editoria di qualità.
Sara Righi. Sculture.
Dopo le prime grandi figure umane in vetroresina e quelle piccole in bronzo, il lavoro di Sara Righi sta avendo una svolta importante. Ci si chiedeva, vedendo le sue prime opere, quale ne sarebbe stata l'evoluzione e quale direzione avrebbe preso il suo lavoro sul corpo umano dopo una prima fase che si può definire scultura lirica.
Dalle pose plastiche dove la tensione dei corpi sembra quasi la principale preoccupazione, il lavoro della Righi sta volgendo verso la modularità e il graffito. Una specie di ritorno alle origine del segno, alla ricerca di un primitivo scolpire le forme non più slanciate nello spazio, ma incise nella pietra, nel legno, inscatolate in cubi di gesso dove sia possibile rileggere, con una modernità d'intenti, un lavoro antico e quasi ancestrale. Un bisogno, nella modernità, di forme e di segni rituali, quasi a ridisegnare la forma dell'uomo e della donna nella sua purezza di segno e destino, che assume toni quasi sacrali.
'Parole nel tempo" sarà aperta domani e dopo dalle 10 alle 20. Costo del biglietto: 6 e 4 euro.