Divisi sul contratto di quartiere
PAVIA. Uno scontro tra chi il 'Contratto di quartiere" lo vuole e chi invece lo critica, ma soprattutto uno scontro con la giunta, «colpevole» di non essere intervenuta all'assemblea pubblica. Il clima che l'altra sera ha regnato all'incontro tenuto da Pavia Ovest sul progetto che sta per prendere la strada della Regione, si è riproposto ieri sera nella seduta del consiglio di quartiere. Intanto gli abitanti hanno inviato al sindaco una petizione con 100 firme per spostare la sede della futura palestra di via Tibaldi.
«Assessori impegnati», spiega il sindaco Piera Capitelli, che già nei giorni scorsi ha presenziato all'assemblea pubblica indetta al Crosione sullo stesso argomento, ossia il 'Contratto di quartiere". Fatto sta che l'altra sera gli abitanti di Pavia Ovest non hanno gradito l'assenza della giunta.
Da una parte i moderati, diciamo tutto sommato favorevoli al 'Contratto di quartiere" che «porterà a Pavia Ovest servizi richiesti da anni e mai ottenuti»; dall'altra quelli che il 'contratto" non lo vogliono «perchè andrà a deturpare l'unica area verde della zona». Il progetto prevede la costruzione di 20 alloggi Erp, un nuovo centro sociale e nuovi spazi, che potrebbero ospitare un poliambulatorio e un ritrovo per i giovani, una tensostruttura sportiva e un mini-centro congressi.
Sul fronte del si al progetto si schiera Alessandro Cattaneo, coordinatore della Commissione gestione del territorio. «La riunione di ieri era stata organizzata soprattutto per concordare il da farsi direttamente con assessori e autorità politiche, invece purtroppo abbiamo dovuto registrare l'assenza della giunta - spiega Cattaneo - Come quartiere ci dispiace».
«I servizi previsti dal 'contratto di quartiere" sono un'occasione che bisogna ben valutare se perdere - prosegue Cattaneo - Gli standard qualitativi, pur trattandosi di edilizia popolare, garantiscono una vivibilità migliore di quella esistente».
Tra le richieste avanzate l'altra sera, come correttivi al 'contratto" ci sono il ripristino delle zone verdi che vengono sottratte alle case popolari e il trasferimento della tensostruttura al di là della strada di via Tibaldi, in prossimità dell'edicola. «Anche i cittadini che hanno espresso un giudizio negativo sul progetto sottolineano sia l'importanza di avere servizi, che di avere case ad affitti popolari - conclude Cattaneo - Si tratta di conciliare al meglio le esigenze urbanistiche con la necessità di vivibilità della zona. Tra queste esigenze c'è quella di nuovi spazi richiesti dagli anziani. Il quartiere cercherà di soddisfarle, e sul 'contratto" lavoreremo per approvare in consiglio un documento condiviso».
Sul fronte opposto c'è il capogruppo di Rifondazione comunista Pasquale Di Tomaso, presente all'assemblea pubblica di Pavia Ovest. «Non contesto il contratto di quartiere perchè c'è e va bene che ci sia - sottolinea - Ben vengano anche i soldi dalla Regione. Il problema è che in questo quartiere i cittadini chiedono che non si costruisca nell'unico giardinetto esistente, che non spariscano un pezzo di cortile e l'area verde realizzata dai residenti». «Il tecnico ha spiegato che per costruire venti appartamenti devono abbattere parecchie piante - aggiunge Di Tomaso - Va bene realizzare il palazzo, ma senza incidere sul verde e sui dirititi dei cittadini. Ci vogliono prima i servizi e poi le case». E conclude: «Vorrei sapere perchè sindaco e giunta non si sono presentati. Queste sonod ecisioni da prendere con i cittadini».