Italia in grande imbarazzo

ROMA.Sono partiti tutti per Washington. E' partito il governatore Fazio a bordo di un Falcon 2000, ieri alle 14,38 dall'aeroporto di Roma Ciampino, accompagnato da 5 persone. E' partito anche il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, chiamato in tutta fretta dopo le dimissioni di Siniscalco. E' partito anche il successore di Siniscalco, Tremonti, che è stato al Quirinale e poi si è fatto accompagnare all'aeroporto. E oggi Fazio e Tremonti si dovrebbero sedere allo stesso tavolo, a rappresentare l'Italia. Lo faranno, oppure Fazio prenderà atto delle parole di Berlusconi e si farà rappresentare, al vertice del Fondo monetario, da un funzionario di Bankitalia? Lo sapremo nelle prossime ore.
Certamente gli occhi di tutta la comunità finanziaria internazionale sono puntati su di noi. Tutti sanno che Tremonti se ne era andato dal ministero dell'Economia perchè in forte disaccordo con Fazio dopo il crac Parmalat (aveva accusato la Banca d'Italia di non aver vigilato sul sistema bancario che aveva prestato i soldi a Tarzi e poi aveva collocato i bond finiti in default). E tutti sanno che Siniscalco si è dimesso per non essere riuscito a ottenere la cacciata del governatore, compromesso stavolta dalle intercettazioni telefoniche che hanno inondato i giornali per tutta l'estate. E adesso, chi si presenta al posto di Siniscalco? Ancora Tremonti.
Il capoeconomista del Fmi, Raghuram Majan, ha spiegato che «il problema va dalla reputazione del banchiere centrale all'indipendenza della Banca d'Italia», concetto condiviso anche dal direttore generale del Fmi, Rodrigo de Rato. Insomma, un problema non da poco. Comunque i colpi di scena non sono esclusi fino all'ultimora e, dunque, tutto può ancora succedere. E questo avviene mentre a Roma e nella comunità finanziaria, forse contando sulle parole di Berlusconi, ieri sera è già cominciato il toto-nomine per il posto di governatore. I nomi sono quelli di Monti (ex commissario europeo), Draghi (ex direttore del Tesoro), Padoa Schioppa (ora alla Bce) e dello stesso Siniscalco. L'eventuale rientro del ministro appena dimessosi, però, dovrebbe superare la legge sul conflitto di interessi, proprio per il ruolo che ha ricoperto al governo.
Chi contesta apertamente la partecipzione di Fazio al Fmi è l'Adusbef. «E' una vergogna che vada a rappresentare l'Italia», dice l'associazione di consumatori. «Ora Berlusconi deve sfiduciarlo ufficialmente, anche se Fazio è già stato sfiduciato dai risparmiatori, dagli utenti bancari e dalla maggioranza dei dipendenti di Bankitalia».
Per il resto, il Fmi si riunisce per parlare del prossimo futuro economico. All'Italia viene chiesto di completare «il nutrito pacchetto di riforme ancora in agenda». «Gli impegni presi sono tanti - dicono a Washington - devono essere rispettati. Crediamo che questo sia importante, per il presente e il futuro dell'Italia. Finora la vostra economia ha deluso». (g.f.)