«Il recupero dell'oasi al Lambro è approvata anche dall'Università»

TORREVECCHIA PIA.Finita la tregua estiva si riaccende la miccia delle polemiche politiche. Ed è il circolo di Rifondazione comunista a riaprire per primo le danze con un attacco al vetriolo diretto al Polo di centrodestra. Prima un passo indietro, rammentando ciò che accadde la sera del 2 agosto, ultima riunione del consiglio comunale. L'argomento della polemica riguardava «La morta», l'area lungo il Lambro che l'amministrazione intende ripristinare. Il Polo per Torrevecchia in un volantino di qualche settimana fa accusò Giovanni Greco, assessore di Rifondazione nella giunta Esposito, di «voler far spendere al comune la modica cifra di 220mila euro per istituire l'oasi del Lambro, ovvero l'oasi più inquinata d'Italia». Oggi arriva la replica: «Questo - continua una nota -, è il livello della loro posizione e della loro sensibilità ambientale. Ma con questo sarcasmo hanno solo dimostrato, cosa ancor più grave, di non conoscere minimamente l'area interessata e la sua ricchezza floro-faunistica. Se l'intenzione della minoranza è di umiliare l'iniziativa lo dica non con un volantino ma pubblicamente davanti a quei cittadini che in questi anni hanno creduto e lavorato per questo progetto. Lo dica a studenti ed insegnanti delle medie reduci da un premio regionale per il loro lavoro sull'oasi e lo dica all'Università di Pavia che, riconosciuto il valore del progetto, lo ha presentato in importanti convegni nazionali. L'inquinamento del Lambro non è causa di questa amministrazione ma di una scellerata politica dei governi nel non voler perseguire i crimini ambientali. Non ultimo il governo Berlusconi che ha previsto la depenalizzazione dei reati ambientali trasformandoli in semplici illeciti amministrativi mentre l'Unione Europea chiede un inasprimento delle pene». Il progetto comunque va avanti.
«Rassicuriamo i cittadini - conclude il comunicato - che è interesse di Rifondazione comunista e dell'amministrazione comunale di proseguire nella realizzazione dell'oasi naturalistica, investendo il necessario per rivitalizzare questo angolo e renderlo piacevole per noi e per le future generazioni».
Gianluca Stroppa