Sul caso-fotocopie ora parla Giuzzi: «Zucca si incensa»

BELGIOIOSO. Pinochet sarà lei. Poteva finire cosi, con l'accusa di 'affinità elettive" con l'ex dittatore cileno da parte del sindaco all'opposizione, la vicenda del giallo delle fotocopie pro-sindaco distribuite dall'assessore-fantasma-ammiratore del suo sindaco? No, non poteva. E cosi la telenovela, entra nella quinta settimana.
Sempre in testa alla hit-parade delle scaramucce politiche, la storia annovera un'altra puntata: quella della re-re-replica alla contro-contro-obbiezione di Zucca. La penna velenosa è quella di Giulio Giuzzi, capogruppo della lista 'Belgioioso". «Il gravoso impegno di primo cittadino deve aver giocato un brutto scherzo a Fabio Zucca, sindaco di Belgioioso, che definisce Pinochet i capigruppo dell'opposizione che hanno presentato una mozione con la quale chiedono le dimissioni dell'assessore comunale (non identificato) che ha lasciato sui tavoli del pubblico negli uffici i volantini con riprodotti gli autoelogi dello stesso sindaco (di cui peraltro stimo le capacità politiche). Io ho fatto il sindaco dall' 85 al '90 e non mi sono mai permesso, per rispetto verso l'istituzione che rappresentavo e rappresento ora come consigliere comunale, di distribuire volantini o fogli di partito magari con autocelebrazioni. Come pure non lo hanno mai fatto i sindaci che mi hanno preceduto: Leone Bettinelli o Angelo Zanaboni. Zucca scomoda libertà civili, democratiche e politiche per giustificare il gesto, dimenticando che il Comune non è di sua proprietà. Ma evidentemente Zucca confonde il municipio con la piazza, i bar e le stanze di partito dimostrando ovviamente di avere uno strano concetto di democrazia e istituzioni. Ora che lo so, cercherò anche io di usare i tavoli degli uffici comunali per diffondere volantini autocelebrativi e di critica verso la maggioranza e dell'amministrazione». Firmato Giuzzi. Segue... (g.s.)