Scotti Romania, tre mesi sprint
PAVIA. «La Riso Scotti Romania sta crescendo a vista d'occhio»: dice soddisfatto il presidente e amministratore delegato Giancarlo Masini. «La Riso Scotti Romania si annuncia come un grande business del presente e del futuro»: conferma altrettanto soddisfatto il presidente della holding pavese Dario Scotti. Fianco a fianco nella sede di via Torretta davanti alla scacchiera immaginaria del Paese balcanico, candidato a entrare nell'Unione Europea. Intanto, si assiste alla mutazione del Dòttor Scotti da gran capo operativo e stratega internazionale. «Faccio contemporaneamente un passo indietro e uno avanti - dice - Mando avanti la mia prima linea di collaboratori e mi occuperò maggiormente di strategie e di controllo di gestione».
«Passerò più tempo in giro per il mondo - aggiunge - almeno tre giorni al mese in Romania. Per il Gruppo Riso Scotti il 2005 si chiude bene, nel rispetto delle previsioni. Ci aspettiamo un incremento dei volumi di vendita vicino al 20%, ma con un fatturato in linea con quello dell'esercizio precedente perchè scontiamo una diminuzione del prezzo del riso del 20%. Lo sviluppo commerciale e il lancio dei nuovi prodotti proseguirà. Ma è Masini che dovete sentire adesso, lui si che ha delle grosse novità. Io, fedele al nuovo ruolo che mi sono assunto, se permettete sto ad ascoltare...».
Bilancio di tre mesi.
«La sfida della Riso Scotti Romania - esordisce Masini - è partita ufficialmente solo tre mesi fa eppure abbiamo già in carniere molte novità positive. Stiamo crescendo a vista d'occhio, il Progetto Danubio brucia le tappe».
Già venti accordi.
E subito entra nel dettaglio: «Il primo fatto positivo è che abbiamo raggiunto accordi di distribuzione con alcune catene internazionali: la cosiddetta 'distribuzione moderna", per intendersi, cioè colossi come le tedesche Metro e Selgros e la belga Cora. E poi intese con una dozzina di distributori rumeni».
«Potenzialmente - prosegue il presidente della consociata rumena - abbiamo già coperto il 65% del territorio, nel senso che, in questa grande porzione della Romania, supermercati e negozi già hanno sugli scaffali la linea Bob Cu Bob (che significa 'Chicco per chicco"). Per gennaio prevediamo di arrivare a coprire dall'80 all'85% del territorio della Romania».
Ettari su ettari.
Il secondo fatto di grande importanza, continua Masini, è che «procediamo nell'azione di acquisto dei terreni nelle zone vocate alla produzione risicola. I terreni comprati ammontavano a 3.000 ettari all'epoca del lancio della Riso Scotti Romania a giugno; adesso siamo a quota 4.600. E sono trattative sfibranti, infinite, spesso si tratta di comporre un puzzle di tante micro-tessere. L'obiettivo che ci siamo prefissati è di intervenire su nuovi terreni nei prossimi mesi, al fine di ripristinare nuove risaie e potere nuovamente raddoppiare le coltivazioni nel 2006. Vogliamo raggiungere i 10 mila ettari. Intanto, mentre comincia il raccolto di riso su mille ettari di terreni, ci prepariamo a coltivarne duemila».
La nuova riseria.
Masini è instancabile: avanti e indietro da Pavia a Bucarest, dove lo affianca una trentina di fidati collaboratori, tutti rumeni, tutti collaudatissimi, che si sobbarcano il lavoro progettuale, organizzativo, produttivo, commerciale in prima persona. Il presidente-amministratore delegato percorre spesso anche una delle pochissime autostrade della Romania, quella che corre parallela alla frontiera sud del Paese, dalla capitale Bucarest alla località di Tandarei, duecento chilometri a est, verso Costanza e il Mar Nero.
Impianto a Tanderei.
Una quarantina di operai lavorano al cantiere della futura riseria, che produrrà per i mercati della Romania e, in un futuro non certo a lunga scadenza, degli altri Paesi dell'Est: le repubbliche baltiche, la Polonia, l'Ungheria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia. «Sarà pronta per gennaio, pensiamo - dice Masini - Quando entrerà in funzione, sarà un'altra svolta. Nello stabilimento di Tandarei produrremo il riso destinato all'est europeo: è la grande sfida che ci siamo ripromessi di giocare e vincere. L'internazionalizzazione del marchio Riso Scotti nell'Est Europa produrrà grandi frutti e benefici per l'intera Riso Scotti».
Sfida qualità dal 2006.
«Un nuovo capitolo della nostra azione in Romania - prosegue Masini - si aprirà con l'inizio del 2006, quando pensiamo che avremo coperto per l'essenziale il mercato, grazie alle intese con la grande distribuzione internazionale e quella romena. Allora saremo pronti per la nuova sfida, quella della qualità, della promozione e selezione qualitativa dei 'buyer", i nostri interlocutori in Romania. Attualmente il mercato è in mano a due sigle, una libanese e una egiziana, che importano il riso semilavorato dall'Egitto e lo lavorano in Romania. Non sono produttori di qualità, tutt'altro: servono una domanda che non è abituata a pretendere di più. La Riso Scotti Romania con il suo arrivo provocherà una svolta culturale nei gusti dei consumatori».
La Romania del riso è un mercato da centomila tonnellate prodotte all'anno, con un consumo medio procapite di 4-5 chili analogo all'Italia. La popolazione è di 22 milioni.