Minori contesi, ripartita da Tunisi con il figlio la mamma di Reggio Emilia

TUNISI.Hanno vinto la pazienza e la lungimiranza della diplomazia italiana insieme alla saggezza delle autorità tunisine che hanno riconosciuto le ragioni di una madre cui era stato sottratto il figlio con un inganno. Maria Luisa Salvioli, un'insegnante di Correggio in provincia di Reggio Emilia, di 37 anni, è ripartita ieri per l'Italia accompagnata allo scalo della capitale tunisina dall'ambasciatore italiano e da altri esponenti della sede diplomatica. Era arrivata in Tunisia il 3 agosto scorso per riprendersi il figlio che era stato portato via dall'Italia con uno stratagemma dal padre tunisino, un giovane condannato per traffico di droga nel nostro paese. Trovato il bambino, che viveva alla periferia di Tunisi insieme alla famiglia del padre, Maria Luisa si era rifugiata con il piccolo in ambasciata per sottrarsi alla possibile rappresaglia dell'ex marito. Prima di prendere l'aereo Tunisair per Roma, Maria Luisa ha dichiarato: «Sono felice di rientrare in Italia con mio figlio che manterrà naturalmente i contatti con suo padre». La donna ha poi ringraziato «le autorità tunisine che hanno tenuto conto principalmente dell'interesse del bambino». Il piccolo Anis era stato affidato da una sentenza della magistratura italiana alla madre che concedeva al padre ampie possibilità di frequentare il bambino. Le cose erano diventate più complesse perchè la magistratura tunisina interpellata dal padre aveva emesso una sentenza che affidava Anis all'uomo spiegando che, condannato in Italia per traffico di droga, il giovane tunisino non poteva recarsi nel paese dove viveva il piccolo.