In un libro le parole di un tempo in Lomellina
MORTARA.Alla voce 'lägnä", legna da ardere, si legge: «Chi ha una numerosa prole da mantenere è 'cärgà äd lägnä verdä"». E' uno delle centinaia di termini contadini contenuti nel volume 'Sutä lä ròstä däl su, in täl piänón äd mälgä", il glossario lomellino pubblicato dal Circolo culturale lomellino Giancarlo Costa che sarà presentato domani, alle 18, alla libreria Mirella di via Roma. Si tratta di un ricco repertorio di parole raccolto dal giornalista Umberto De Agostino, che riporta in vita il mondo della campagna anteriore alla seconda guerra mondiale: da 'aj", aglio, a 'vümnä", pertica di legno, scorre un intero microcosmo di animali, oggetti da lavoro, edifici rurali, riti e tradizioni agricole, fenomeni atmosferici. Inoltre, come ricorda Maria Forni, «i termini del glossario sono illustrati anche nel loro valore metaforico, negli aspetti proverbiali, nelle locuzioni idiomatiche: in tal modo ci è possibile non solo scorgere la dovizia lessicale e semantica del nostro dialetto (inteso come 'koiné" lomellina), ma anche ricostruire un mondo attraverso le sfumature della sua lingua». Il legame fra il glossario e il passato rurale di un intero territorio, che va da Palestro a Pieve Albignola, da Cassolnovo a Torre Beretti, è anche confermato da Marta Costa, presidente del Circolo culturale lomellino: «'Sutä lä ròstä däl su, in täl piänón äd mälgä": un lavoro snello e facile da consultare, che permette a tutti noi di riflettere sul microcosmo della campagna. Si tratta di un glossario completo che contiene centinaia di termini utilizzati ogni giorno da braccianti e da mondariso, da fittabili e da salariati nei lavori rurali. Termini che, com'è comprensibile, non potevano che essere espressi in dialetto perché questa era la lingua madre dei lavoratori della terra, proprietari o dipendenti che fossero».