Entrano le banche nel capitale del Lingotto
MILANO.Il cda della Fiat dà il via libera all'ingresso delle banche nel capitale del Lingotto. Le otto banche che nel luglio 2002 avevano prestato 3 miliardi di euro alla Fiat si ritrovano ora azioniste con il 27% del capitale. Per effetto dell'emissione di nuove azioni la quota di controllo dell'Ifil è destinata a scendere al 22%. Ma proprio su questo si concentra l'attenzione degli analisti. Infatti in Piazza Affari sono in tanti a sostenere che, nei mesi scorsi, la stessa Ifil ha stipulato contratti derivati per poter acquistare altre azioni Fiat. Insomma, la famiglia Agnelli sarebbe disposta a spendere 500 milioni di euro (la cessione della Rinascente ha portato in cassa 1 miliardo di euro) per acquistare quel 7-8% di azioni Fiat che le permetterebbe di tornare ad essere prima azionista del Lingotto. A quanto si è saputo non tutti i cugini di Lapo e John Elkan si sono detti d'accordo ma l'altro ieri Andrea Agnelli, figlio di Umberto, a titolo personale ha parlato della possibilità che le banche vendano le loro azioni a un potenziale scalatore «e questo - ha aggiunto - è visto dalla famiglia come un rischio». Intanto i conti di Fiat Auto migliorano. Di fronte a un calo delle vendite e del fatturato e a una riduzione di quote di mercato, nel primo semestre le perdite sono scese a 217 milioni di euro, il 40% in meno rispetto allo stesso periodo del 2004. In Borsa il titolo ha chiuso in ribasso dello 0,50% a 7,73 euro. In rialzo (+1,38%) le azioni Fiat priv. Intanto a Melfi sono in corso trattative con i sindacati perchè Fiat (per produrre la nuova Punto) vorrebbe un turno di lavoro anche fra la domenica sera e il lunedi mattina. Contraria la Fiom-Cgil. (g.f.)