«Si deve fare, lavorando anche la notte»



ROMA.Silvio Berlusconi è convinto che si debba fare di tutto per arrivare all'approvazione della nuova legge elettorale proporzionale entro la fine della legislatura. «Questo è il momento in cui si deve fare», ha sottolineato il premier conversando con i giornalisti a New York, dove partecipa al vertice per i 60 anni dell'Onu. «Il tempo c'è - ha anche assicurato - si può lavorare di notte, di sabato, di domenica...». Ciò che conta, per il premier, è che la Casa delle Libertà dimostri coesione su questo fronte: «Dipende tutto da un solo fattore e cioè se nella maggioranza c'è un accordo», ha spiegato rientrando da una cena in un ristorante italiano di New York.
Questa professione di volontà di Berlusconi, fatta a poche ore dalla presentazione dell'emendamento della Cdl per la riforma elettorale, non nasconde però dubbi sulla possibilità di successo. Il Cavaliere ha sostenuto di non conoscere il testo della proposta. Dice di essersi affidato ai tecnici: «Ho lasciato che si applicassero, vediamo un po'...». Lui afferma di aver chiesto solo che fossero garantite la «rappresentazione veritiera della volontà degli elettori» e la «stabilità». «Se c'è una soluzione che convince tutti, allora bisogna andare avanti», ha poi osservato davanti al drappello di giornalisti che lo attendeva al suo hotel, il Millennium Plaza. Ma che il premier abbia perplessità sulle chances di varare la riforma lo riferisce anche chi ha avuto modo di avvicinarlo nelle ultime ore.
In particolare Berlusconi teme che la riforma elettorale possa essere tirata per le lunghe distraendo la maggioranza da altre priorità e magari senza che alla fine si centri il risultato. La ripetuta mancanza del numero legale registrata in Parlamento non promette infatti nulla di buono e anche all'interno di Forza Italia cova la rivolta per la possibile perdita di collegi sicuri in Sicilia, Venezia e Lombardia nel caso di una modifica della legge elettorale in senso proporzionale. Non a caso Berlusconi ha fatto riferimento al possibile soccorso che potrebbe arrivare dall'opposizione, in particolare da due partiti, Margherita e Rifondazione Comunista, visto che, ha osservato, «questa riforma è anche nel loro interesse...».(a.p.)