«Quel progetto è sbagliato»


PAVIA.Una battuta feroce che si è raccolta al Mezzabarba illustra bene la situazione: «E' l'unica opera pubblica che la giunta sperava non fosse inaugurata prima delle elezioni...». Già, per evitare polemiche e brutte figure. Polemiche quasi scontate, par di capire, che arriveranno dal compleamento dei lavori per la realizzazione della Sala del Commiato (o dell'Accoglienza) presso il Cimitero Maggiore e la costruzione, sopra la stessa sala, dei nuovi loculi. Perché il progetto, per quanto esteticamente significativo, sarebbe, come dire, scarsamente funzionale. Un esempio? La Sala del Commiato, dal progetto, appare eccezionalmente ampia, proprio come l'amministrazione comunale, e i cittadini, volevano: ben 400 metri quadrati di spazio. Poi, la «soluzione progettuale», una sorta di cilindro interno che separa i due spazi diversi - il primo, apparentemente inutile, il secondo destinato ad accogliere feretro e il pubblico - e riduce il tutto a soli ottanta metri quadrati. Insomma, da stare stretti se tra parenti ed amici si arriva a cinquanta. Altro che i duecento posti di cui si parlava inizialmente. Ma un po' tutto, in questa vicenda, sembra essere andato storto. Ad iniziare dai costi, che sarebbero stati superiori al previsto, al punto da ritrovarsi senza finanziamenti per un ascensore, per arrivare ai dettagli, forse significativi: il progetto prevedeva che la Sala del Commiato fosse «pluriconfessionale». Invece, almeno nel disegno iniziale, spuntava una bella croce, simbologia cristiana, evidentemente. Toglierla era troppo, lasciarla avrebbe scatenato scontate proteste. Soluzione? La croce diventa una sorta di asterisco, simili a quelli che nascondono le password sui computer. Insomma, ognuno immagini il simbolo che preferisce.
La verità, si spiega in giunta, è che quel progetto, che è costato oltre 2 milioni di euro, non ha visto una gran collaborazione tra gli uffici del Comune (tutt'altro che una novità): i Lavori pubblici hanno un'idea, i Servizi Cimiteriali un'altra. Non finisce neppure con una mediazione, finisce con un pasticcio. Anche più antipatico e imbarazzante di una grande sala con scarsa capienza (per non dire, dimenticavamo, che alla sala interna al cilidro si arriva solo tramite scale, complicando la vita ai disabili). La parte superiore, ad esempio, ospiterà nuovi loculi e, secondo i tecnici che si occupano del cimitero, avrebbe bisogno di ampia areazione, e approfondiamo il motivo per delicatezza. Invece, spiegano i responsabili del cimitero, «sono più le parti chiuse di quelle aperte». In questa vicenda, l'aspetto paradossale è che associazioni come la Socrem, la società per la cremazione (4mila iscritti), avevano manifestato gli stessi dubbi: «Diciamo - è il commento secco del presidente Pietro Sbarra - che si poteva fare molto meglio spendendo molto di meno...».

Filiberto Mayda