Il Vaticano contro Prodi
ROMA. Un coro d'accuse, una bufera, una crociata. E' quella che si è scatenata contro Prodi, colpevole di essersi detto d'accordo con la proposta di legge sui Pacs, i patti civili di solidarietà per le coppie di fatto.
Niente a che vedere con il matrimonio gay introdotto in Spagna da Zapatero, ma il riconoscimento di alcuni diritti (assistenza sanitaria, reversibilità della pensione, diritti ereditari) a favore di chi, sia etero od omosessuale, vive un rapporto di coppia senza sposarsi. Secondo i calcoli, da uno a tre milioni di italiani. Una tutela già approvata in tutti i paesi europei tranne Irlanda e Grecia.
Contro Prodi si scaglia tutto il centrodestra, a cominciare dall'Udc, ma con importanti eccezioni come quelle di Fini, e dell'area laica di Forza Italia. Contro Prodi lancia i propri strali anche l'«Osservatore romano» accusando il leader dell'Unione di andare a caccia di voti «lacerando la famiglia». E all'interno del centrosinistra protesta Clemente Mastella: «Sui Pacs - avverte il leader dell'Udeur - potrei anche rompere l'accordo politico con Prodi».
Immediata la replica del professore, subito dopo il vertice dell'Unione di ieri pomeriggio a cui Mastella non ha partecipato.
«Sono stupito dalle polemiche», ha sottolineato Prodi. «Ho ripetuto le stesse parole dette il 21 luglio e fatte proprie da tutta l'Unione. Una posizione in cui non ho mai equiparato le coppie di fatto ai matrimoni o alle adozioni. E ricordo che il regolamento sulle unioni civili è stato adottato in tutti i paesi europei e in Spagna è stato proposto dal governo di centrodestra di Aznar e non da Zapatero».
Niente da fare. Secondo «l'Osservatore romano», la dichiarazione di Prodi «chiama direttamente in causa nella competizione politica la famiglia, la realtà naturale alla quale sono naturalmente inclini l'uomo e la donna». E i Pacs sono un tentativo «di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia. Una lacerazione inaccettabile».
L'accusa di voler distruggere la famiglia è fatta propria da gran parte del centrodestra. Fra i primi a scendere in campo è Marco Follini che accusa Prodi di esser diventato «un attempato dirigente zapaterista». «Lui guarda con favore alle coppie di fatto - sottolinea poi - mentre noi guardiamo con favore alla promozione della famiglia. Sono due idee diverse e il bello dell'alternanza è che sono espresse entrambe con chiarezza».
Per una volta, il leader Udc si trova a fianco il leghista Roberto Calderoli per il quale «le coppie di fatto sono un atto contro natura», e che ironizza pesantemente su Prodi invitandolo «a non voltare mai le spalle ai suoi alleati concorrenti alle primarie: potrebbe essergli fatale...».
A Follini replica Franco Grillini, deputato e presidente onorario di Arci Gay. «Un leader moderato e prudente come te», scrive, non può non tener conto che oltre tre milioni di italiani «sono violentemente e brutalmente discriminati quotidianamente nei loro affetti perché non hanno potuto o voluto sposarsi». Anche Livia Turco (Ds) sottolinea che quella sui Pacs è una legge «contro le discriminazioni, non contro le famiglie». E Piero Fassino ribadisce: «La posizione dell'Unione è chiara: c'è l'opportunità di una legge che regoli i rapporti tra chi ha deciso una convivenza. E riguarda per la stragrande maggioranza coppie eterosessuali».
Sull'argomento sembra tornare a dividersi An. Francesco Storace accusa infatti Prodi di voler «sovvertire la famiglia». Gianfranco Fini avverte infatti che non si può equiparare la famiglia con le coppie di fatto, ma spiega anche che «è giusto rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto». E dentro Forza Italia, se la portavoce Elisabetta Gardini accusa Prodi di deriva zapaterista, Fabrizio Cicchitto avverte di condividere «dalla prima all'ultima parola le considerazioni di Fini».