«Il destino ci ha tolto due ragazzi speciali»
GAMBOLO'. Una famiglia molto unita: dopo le vacanze in Calabria, Antonio Infantino in agosto era stato in Sicilia, ad Agrigento, dai nonni Antonio Infantino, 82 anni, e Rosa Mazza, 78 anni, tornati nella terra d'origine dopo aver vissuto tanti anni al Nord. Antonio ha una parentela sterminata, in gran parte residente in Lomellina, dove trent'anni fa si erano trasferiti i nonni paterni che hanno avuto 19 figli, cinque dei quali morti giovanissimi. Gli incidenti putroppo sono un destino di famiglia: nel 1968, a 14 anni, uno zio di Antonio è morto sulla strada.
Tre anni fa invece un cugino di Antonio - Davide Infantino, anche lui residente a Gambolò - è morto a 21 anni, sempre per un incidente stradale, dopo la sua festa di compleanno.
Sorelle e madri in lutto.Alfonsa Attardo ha sposato a 19 anni Settimio Infantino: cinque mesi dopo è nato Antonio, morto l'altra notte a Mede. La sorella di Alfonsa, Concetta, 51 anni, ha sposato Giuseppe Infantino, 50 anni, fratello di Settimio: il loro figlio Davide è morto in un incidenre stradale il 24 febbraio 2002, alle 4 del mattino. Anche lui sulla macchina guidata da un amico, dopo una serata in compagnia. Due sorelle che hanno sposato due fratelli, genitori uniti dallo stesso destino sciagurato: perdere un figlio giovane, vittima della strada. Ieri mattina, i parenti di Antonio erano quasi tutti all'obitorio dell'ospedale di Mede. Nella casa al piano terra di via Roma 22, affacciato su un cortile interno, c'erano la zia Francesca e una cugina, Angela. In salotto la targa per le nozze d'argento dei genitori di Antonio, l'8 febbraio 2000. «Era speciale, il nostro Antonio - diceva la cugina - allegro, generoso. Aveva avuto una grande delusione d'amore, ma non si arrendeva. Non riesco a trovare la donna giusta per me, quindi continuo a cercare, diceva». Intanto viveva in famiglia e lavorava con il padre, artigiano edile. «Nel tempo libero, la più grande passione era il calcio. Tifava Inter e giocava per hobby. In questi giorni, era impegnato con un torneo benefico della Cri». A Gambolò si gioca una gara di calcetto anche in memoria del cugino di Antonio. All'obitorio di Mede c'erano anche i genitori e il fratello di Simone, che ieri mattina hanno lasciato una cugina vicina di casa a presidiare la villa bianca decorata di gerani, nella zona residenziale del paese. «Ricordiamolo come un ragazzo dal cuore d'oro, pronto a dare una mano a tutti. Faceva il meccanico: in cortile c'era sempre la macchina di qualche amico, le aggiustava gratis». (a.m.)