A Villa Antea un'altra centenaria: oggi è festa per Letizia

VIDIGULFO.Alla casa di riposo «Villa Antea» è nuovamente giunto il momento di far festa. Oggi la signora Letizia Ravera spegne cento candeline circondata dall'affetto dei propri cari, del personale e degli ospiti della residenza. Notta Letizia è la terza degente a raggiungere il secolo da quando è aperta la struttura sanitaria di via Pasini. Cento anni e quasi non sentirseli addosso, se non fosse per gli acciacchi dell'età senile; Letizia conserva infatti una lucidità mentale davvero invidiabile che con prontezza la fa rispondere quando le si chiede da quale paese arriva: «Vengo da Alessandria - ci racconta e sorride quando le rammentiamo di essere dunque una 'mandrogna" - ma sono già diversi anni che mi trovo qui dove mi trovo veramente bene. Stare qua mi piace anche perché sono davvero felice della vita che faccio. Mangio, dormo, mi piace uscire a raccogliere i fiori, insomma non potrei stare meglio».
Una delle cose più sorprendenti di nonna Letizia è il suo sguardo proiettato al futuro; ci racconta di cento anni vissuti all'insegna della felicità ma anche di un presente e di un domani che nei progetti della signora Ravera saranno improntati sulla stessa lunghezza d'onda. Anche se poi confessa: «Tutte le sere prima di addormentarmi dico le preghiere e chiedo al Signore di chiudermi gli occhi per sempre, ma poi al mattino mi sveglio sempre». Evidentemente nostro Signore non è d'accordo per la gioia di chi amorevolmente accudisce la tenera Letizia. L'ultima, scontatissima cosa che vogliamo sapere da lei è di rivelarci il segreto per arrivare al traguardo del secolo: «L'unica cosa è il lavoro - racconta - non esser mai stanchi di lavorare. Io gestivo un bar, mi ricordo che ci venivano tanti ragazzi soprattutto per giocare a biliardo. Poi tutti mi aiutavano quando veniva l'ora di chiudere». Circondarsi di giovani per sentirsi sempre giovani nell'animo e nello spirito, ieri come oggi con due nipoti e due pronipoti che le faranno una grande festa: forse il sue segreto è proprio questo.
Gianluca Stroppa