Gli indecisi sono il primo partito: 37%
ROMA. Cresce il vantaggio dell'Unione sulla Cdl. Se si votasse oggi l'opposizione avrebbe ben nove punti in più dell'attuale maggioranza, raccogliendo il 36% dei consensi a fronte del 27% che voterebbe ancora per il centrodestra. Il vero vincitore delle elezioni sarebbe però il partito degli indecisi. Un italiano su tre, pari al 39% del corpo elettorale, dice di non sentirsi rappresentato da nessuno dei due schieramenti. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio commissionato dalle Acli al proprio centro studi, l'Iref, e illustrato ieri dal presidente dell'associazione cattolica al convegno nazionale sulla biopolitica.
In platea, ad ascoltare le relazione conclusiva di Luigi Bobba, c'erano anche Romano Prodi e il presidente della Camera, Pierferdinando Casini. E proprio Casini è il primo a commentare: «Mi sembra che siano dati realistici, chiunque parli con la gente sa che le cose stanno cosi». «Partiamo in condizioni migliori delle altre elezioni», aggiunge Prodi, riferendosi al voto del 96 che lo portò a palazzo Chigi. Il candidato dell'Unione da tempo invita alla cautela i propri alleati, convinto com'è che sentirsi la vittoria già in tasca potrebbe infine risultare un errore. Una linea condivisa con Massimo D'Alema che ancora ieri ha dichiarato che «nulla è più pericoloso come lo spirito ozioso di chi pensa di avere già vinto». Tuttavia, di fronte al sondaggio che dà il centrosinistra in ulteriore crescita di due punti sul precedente sondaggio apparso a inizio mese su News, il professore non riesce a nascondere la propria soddisfazione.
Il presidente delle Acli sottolinea con preoccupazione la disaffezione degli italiani per la politica, fotografata dal 39 per cento di indecisi a otto mesi dal voto. «Il sistema non può permettersi una crisi di rappresentanza cosi palese» avverte Bobba. «Questo bipolarismo è zoppicante e il sistema elettorale non facilita la formazione di coalizioni omogenee e coese», aggiunge. Il professore però non sembra allarmato dal numero degli elettori ancora incerti. «Va bene cosi, manca quasi un anno alle elezioni... cosi avremo tanta gente da convertire», dichiara.
Il campione testato dalla Acli non è stato intervistato solo sulle preferenze di voto ma testato anche su altre questioni.
Le primarie, innanzitutto. Buona parte degli italiani, pari al 42%, si sono espressi a favore di questo tipo di strumento purchè ben regolato da una legge (19%) ed in vista della selezione della candidatura migliore.
Il 26% tuttavia ha segnalato il rischio che non cambi nulla perchè «saranno i partiti a decidere». Gli italiani inoltre sarebbero contrari in misura del 57 per cento a concedere il diritto di voto amministrativo agli immigrati con regolare permesso di soggiorno. Un dato che sale al 66% tra gli elettori di centrodestra e scende al 61% in quelli del centrosinistra.
Molti i commenti dei politici al sondaggio Acli. Nel centosinistra prevale la prudenza. «Le elezioni si vincono nelle urne e lavorando fino all'ultimo senza la presunzione di aver già vinto», dichiara il verde Alfonso Pecoraro Scanio.
«Dai sondaggi, che vanno sempre presi con la dovuta cautela, si evidenzia come il centrosinistra sia attestato in una posizione di netto vantaggio», gli fa eco il socialista Roberto Villetti. Del tutto opposto il parere del leader di An, Gianfranco Fini. «Ho la massima stima per i sondaggisti ma sono convinto che la Cdl possa vincere le elezioni», premette.
Per il vicepremier «la condizione per vincere le elezioni è la massima unità dei partiti della coalizione». Inoltre deve «cessare il catastrofismo che non corrisponde al vero e deve cominciare un'operazione verità perchè ci sono tutti gli elementi per un giudizio positivo sull'operato del governo».