L'Unione agricoltori non ci sta

PAVIA. L'Unione agricoltori gioca la carta del prefetto dopo che l'assessore provinciale Ruggero Invernizzi ha deciso di confermare la data del 18 settembre per l'avvio della stagione venatoria. L'associazione agricola non ci sta e ieri mattina, attraverso il suo presidente Giovanni Desigis, ha chiesto al prefetto Cosimo Macri di intervenire sulla Provincia. «Il prefetto - dice l'Unione - si è impegnato a ricercare un accordo». Il risultato è che a breve dovrebbe svolgersi un incontro, che vedrebbe la partecipazione di Desigis, Invernizzi e del presidente della Provincia, Silvio Beretta.
L'obiettivo degli agricoltori - una volta bocciata la richiesta di rinviare la caccia di quindici giorni - sembra essere quello di ottenere almeno uno slittamento di una settimana. Le associazioni agricole avevano motivato questa loro richiesta con il fatto che gran parte dell colture è ancora nei campi: il rischio, dunque, è quello di fare grossi danni al settore. Sull'altro fronte i cacciatori avevano replicato sostenendo che il rinvio sarebbe immotivato: la legge già prevede sanzioni per chi entra in un campo e distrugge il raccolto, inoltre in nessuna delle province limitrofe e con colture analoghe è stato deciso uno slittamento della caccia.
Un argomento, quest'ultimo, ripreso dallo stesso assessore Invernizzi per motivare il suo no agli agricoltori. Me non solo: «Le riserve, che nel nostro territorio sono tante, cominceranno comunque il 18 per legge - aveva detto Invernizzi - e soprattutto, temiamo che se si aprisse in una data diversa dal 18, i tanti cacciatori lombardi iscritti qui come secondo ambito, e che quindi avrebbero avuto a disposizione la data di apertura del 18 nella loro provincia di appartenenza, si precipiterebbero da noi sapendo di trovare tanta selvaggina».
L'assessore ha però promesso un rafforzamento dei controlli sui cacciatori, tramite le guardie provinciali e le guardie volontarie degli ambiti e delle associazioni. (l.si.)