«Adroterapia, ecco i segreti»

PAVIA.Ieri sera nell'aula magna dell'Università il professor Ugo Amaldi ha tenuto un seminario in italiano indirizzato alla cittadinanza pavese dal titolo: 'Adroterapia". Il seminario si svolge nell'ambito della 19ª conferenza divisionale di Fisica nucleare della Società Europea di Fisica (Eps) avente per titolo 'Nuovi indirizzi nelle applicazioni della Fisica nucleare e Tecnologie", iniziata il 5 settembre. L'evento è organizzato da Domenico Scannicchio, che sottolinea: «Esprimo ampia soddisfazione perchè l'Università di Pavia ha ospitato una manifestazione di grande risonanza internazionale».
Da circa 12 anni Amaldi, presidente della Fondazione Tera, si occupa della progettazione di un Centro per la cura dei tumori mediante adroterapia. Allo stato attuale tale Centro si sta concretizzando con la costruzione a Pavia del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao).
«Si chiamano adroni - spiega Amaldi - le particelle costituite da quark come protoni e neutroni (e quindi anche i nuclei atomici costituiti da queste particelle). L'adroterapia consiste appunto nell'impiego di fasci di protoni (ma anche di neutroni e di nuclei atomici (ioni) leggeri) per distruggere tumori solidi».
Rispetto alla terapia tradizionale (raggi X), continua Amaldi, i protoni presentano tre importanti vantaggi: «Primo. Gran parte della loro energia viene rilasciata in prossimità dell'arresto, cioè in profondità, risparmiando tessuto sano. Secondo. Un fascio di protoni resta molto collimato nell'attraversare i materiali, da cui consegue una grande precisione nel distruggere il bersaglio. Terzo vantaggio. Un maggior potere distruttivo dei protoni (e ancor più nel caso degli ioni) nel rilascio di energia nelle cellule neoplastiche».
A fronte di questi vantaggi, continua Amaldi, vi sono notevoli difficoltà di carattere tecnologico, superabili, ma a costi elevati: «Infatti, i protoni essendo duemila volte più massicci degli elettroni comportano acceleratori dotati di dispositivi di accelerazione e magneti di grandi dimensioni per dotarli di energia e indirizzarli sul bersaglio. Inoltre, sempre dal punto di vista tecnologico, solo alla fine degli anni'80 si è riusciti a mettere a punto fasci compatti di protoni adatti per la terapia sull'uomo. Tutto ciò comporta costi assai superiori rispetto ai dispositivi radioterapici tradizionali, tenendo conto anche delle dimensioni molto maggiori del bunker in cui alloggiare l'acceleratore ed effettuare gli irraggiamenti».
La terapia adronica si esegue dall'inizio degli anni ‘90 in vari paesi (in particolare in Usa, Russia, Giappone, Svizzera), sia sfruttando fasci adattati all'impiego radioterapico presso Centri di ricerca di Fisica nucleare e di Fisica delle particelle, sia costruendo centri sanitari dedicati solo alla terapia con adroni (come sarà il Cnao di Pavia). «La terapia, eseguita ormai su varie decine di migliaia di pazienti, - conclude Amaldi- ha dimostrato una notevole efficacia, aumentando in modo consistente, rispetto alla radioterapia tradizionale con raggi X, la percentuale di guarigione a cinque anni di vari tipi di tumori solidi non mobili».
La novità del Cnao di Pavia è stata segnalata nell'ultimo numero della rivista del Cern, il Laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra.