Coltivarla è sempre reato

ROMA.Coltivare piante di canapa indiana è sempre un reato, indipendentemente dalla quantità di piantine seminate. Ne bastano tre, e anche meno, perché si possa commettere reato. Non esiste infatti, dal punto di vista del diritto, il concetto della «coltivazione domestica» da poter paragonare alla detenzione per uso personale. La Cassazione ha cosi deciso di annullare, con rinvio, su richiesta del procuratore generale, la decisione con la quale il gip di Ivrea ha assolto un'imputata dall'accusa di detenzione di tre piante di canapa indiana. Secondo il giudice si era di fronte a una coltivazione domestica che equivale alla detenzione per uso personale.
Non cosi per i giudici della Cassazione. E' da escludere - scrivono - sia che possa configurarsi la cosiddetta coltivazione domestica sia che a questa possa applicarsi la regola prevista dalla legge per la detenzione per fini personali.