Industria, autunno pieno di incognite
VOGHERA. Quattro mesi cruciali. Lo saranno per diverse aziende vogheresi alle prese con un mercato sempre più difficile, dove le sfide si vincono investendo con intelligenza. Tenere le posizioni: per molti imprenditori l'obiettivo sarà questo anche se non mancano realtà, come la Valvitalia, che crescono e assumono. Spiega il presidente Salvatore Ruggeri: «La forte richiesta di energia per noi è un'occasione di sviluppo».
«E' decisamente un buon momento - prosegue Salvatore Ruggeri-, come d'altronde dimostra il fatto che stiamo assumendo qualche decina di tecnici». Tutto bene, allora? «Da una parte la forte richiesta di petrolio e di gas è un'occasione di sviluppo per realtà come la nostra, dall'altra il rincaro del petrolio non può non avere dei riflessi sui costi energetici». E la Cina? «Fa concorrenza con prezzi bassissimi, noi rispondiamo con l'eccellenza tecnologica». Da un imprenditore al responsabile dell'Unione industriali di Voghera, Bruno Calzolai: «Ci sono timidissimi segnali di ripresa, ma si tratta di capire se sono dovuti soprattutto al fatto che in agosto le scorte sono state ridotte al mimino. Dovremo quindi attendere il mese di ottobre, adesso è troppo presto per esprimere giudizi a ragion veduto. Il settore dei laterizi appare come quello maggiormente in salute, gli altri stanno senza dubbio vivendo un momento di incertezza con il costo del petrolio che avrà ricadute sul mondo dell'impresa. Quanto a comparti come quello alimentare, le aziende più importanti tengono le posizioni». Un'altra industria simbolo dell'Oltrepo è la Grove Dresser: «Il gruppo - spiegano all'ufficio stampa dell'azienda di via Betto - conferma l'andamento positivo facendo registrare un ulteriore miglioramento dei risultati del secondo trimestre rispetto al primo». Insomma, la forte domanda di energia, petrolio e gas, avvantaggia le aziende leader in questo settore. Più pessimista l'industriale Pierangelo Bergaglio: «La mia analisi? Saranno tempi duri, sarà infatti sempre più difficile fare industria nel nostro Paese e quindi in Oltrepo. L'unico sviluppo sarà nei servizi e nel commercio perché agricoltura e industria sono settori destinati a perdere peso. E' l'effetto della cosiddetta delocalizzazione: oggi, per esempio, la Galbani si è messa a fare le mozzarelle a Vilnius, in Lituania». Sulla stessa lunghezza d'onda è l'imprenditore Renato Cifarelli: «La nostra azienda esporta in tutto il mondo, ma la situazione economica generale rimane difficile. L'Italia oggi sta conoscendo un processo già noto in Paesi come Francia e Germania, di impoverimento del ceto medio, di allargamento della forbice tra ricchi e meno ricchi».
L'industriale Carlo Stafforini, consigliere d'amministrazione dell'Idreco: «La nostra azienda conferma i propri trend di crescita anche in mercati come quello cinese: una prova di come la tecnologia sia l'arma vincente per competere a livello internazionale. In sintesi: sono ottimista per l'Idreco, moderatamente pessimista per l'Italia, un Paese che non fa sistema, incapace di difendere e promuovere le sue eccellenze».