La proposta di Preve (Riso Gallo): «Industriali e agricoltori devono concordare cosa seminare»
ROBBIO.Per lanciare la sua proposta, che scardina uno dei capisaldi fondamentali dell'economia capitalista pura che vede nel contrasto di interessi e nella spietata concorrenza una delle molle del successo imprenditoriale, ha scelto la piccola ma qualificata platea dei partecipanti al dibattito sui problemi agricoli, svoltosi a margine della Mostra bovina di Robbio.
Mario Preve, titolare della riseria Gallo, ma anche presidente dell'associazione degli industriali risieri, guardando agli scenari ormai prossimi di una aspra contesa per la conquista dei mercati con le produzioni di risi cinesi e indiani, ha delineato una strategia di concertazione economica che passa, soprattutto, attraverso l'accordo e la collaborazione con i risicoltori.
«Dobbiamo parlarci di più - ha detto l'imprenditore, rivolgendosi direttamente agli agricoltori presenti in sala, accanto ad amministratori pubblici ed ai vertici provinciali delle associazioni di categoria - arrivando subito, già dalla prossima primavera a concordare un piano di semina, cosi da avere certezze sulla quantità di riso che potrà essere lavorato».
«Allora diamo vita all'istituto del pre-contratto - ha immediatamente risposto Carlo Bisagno, risicoltore lomellino e vice-presidente della Coldiretti provinciale- noi lavoreremmo con la tranquillità di sapere che il prodotto è già collocato, voi con certezze sui quantitativi a disposizione e sui costi da sopportare».
La proposta dell'industriale genovese-lomellino di creare un fronte comune con agricoltori e industriali risieri dalla stessa parte nasce da una constatazione che rappresenta una'garanzia' per tutti, se si guarda al futuro.
«Il piatto del risotto è in costante crescita in tutta Europa - ha concluso Preve- ma l'unico riso con il quale si può cucinare un buon risotto è quello che si produce solamente qui»
E sulla necessità di puntare da una parte sulla qualità del prodotto e dall'altra su una politica di programmazione concertata fra gli operatori del settore si sono sviluppati gli interventi di Ruggero Invernizzi, assessore provinciale all'agricoltura e Giacomo De Ghislanzoni, presidente della commissione agricoltura della Camera, che ha sottolineato anche il ruolo dell'agricoltore nella difesa del territorio. «Pensate a cosa sarebbe la Lomellina, senza il lavoro dei risicoltori- ha detto -unalanda desolata di acque stagnanti» Ad aprire il dibattito erano stati il sindaco di Robbio Mario Arcelloni,'fiero' di avere dato continuità ad un appuntamento' di antica tradizione' e Rino Bono presidente del Comitato di iniziative agricole, che con l'amministrazione comunale,ha dato vita alla manifestazione
Enrico Barberis