Ammanco: l'impiegata rende la somma
BORGO SAN SIRO. Si è risolta con il rimborso alle casse del Comune la vicenda dell'ammanco di 53 mila euro scoperto a luglio e denunciato dal sindaco Giuseppe Bermano alla procura della Repubblica di Vigevano. E' lo stesso sindaco a riferire che «la dipendente che aveva preso i soldi ha restituito la cifra e si è dimessa dal Comune. Per noi, a questo punto, la vicenda è chiusa». A quanto pare, si è impegnata a restituire i soldi all'amministrazione comunale in duetranche , la prima delle quali, corrispondente a metà del totale, già versata al municipio.
Ma perché l'ha fatto? Perché ha preso quesi soldi che non erano suoi? La donna è assistita dall'avvocato pavese Loriana Zanuttigh, che spiega: «Si è trattato di un equivoco interpretativo alla base di tutto, frutto di ingenuità. La mia cliente ha preso quei soldi pensando di poterlo fare, considerandoli un anticipo sul Trattamento di fine rapporto, ma l'iter della richiesta non era ancora stato perfezionato». La buona fede dell'impiegata, secondo l'avvocato Zanuttigh, è testimoniata dal fatto che «tutto è avvenuto alla luce del sole, la cifra non è stata sottratta in modo occulto».
Ma perché, alla fine, l'impiegata si è dimessa dal Comune? Secondo il noto legale pavese le dimissioni erano una «logica conseguenza», perché l'impiegata non poteva essere circondata dal sospetto. Con le dimissioni, inoltre, si è arrestato il procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti. «Ora la vicenda è chiusa, non ci sono pendenze - spiega l'avvocato Zanuttigh - la mia cliente si è impegnata a restituire l'intera somma sulla base di un accordo con il Comune».
Il caso era emerso alla fine di luglio. Il sindaco Giuseppe Bermano aveva presentato un esposto alla procura della Repubblica, perché facesse luce sulla vicenda. Allora Bermano non si sbilanciò in dichiarazioni particolareggiate. Disse solo: «E' tutto nelle mani della procura della Repubblica». Gli avvocati (il Comune era assistito dall'avvocato Alberto Zucca di Pavia), evidentemente, in queste settimane hanno lavorato per arrivare a una soluzione che potesse andar bene ad entrambe le parti. Visto che, come afferma l'avvocato Zanuttigh «non ci sono pendenze» la vicenda non avrà un seguito nelle aule del tribunale.