Premio internazionale per Schwartz

PAVIA. E' il riconoscimento ad un lavoro che lo vede impegnato da quasi 35 anni: un lungo periodo nel quale ha sviluppato ricerche scientifiche per spiegare le cause della morte improvvisa di origine cardiaca. Il professor Peter J. Schwartz, titolare della cattedra di Cardiologia dell'Università di Pavia e direttore dell'Unità Coronarica del policlinico San Matteo, ha ricevuto a Stoccolma (durante il congresso della Società Europea di Cardiologia) il premio internazionale per la ricerca scientifica «Arrigo Recordati». Oltre a lui, sono stati premiati anche il professor Leonard Cobb (uno statunitense) ed il professor Hein Wellens (un olandese).
«Per me è un onore enorme», commenta il professor Schwartz. «Ho cominciato ad occuparmi della sindrome del QT lungo nel 1971: allora era una malattia quasi sconosciuta. Sono felice anche perchè nella motivazione con cui mi è stato attribuito il premio, viene sottolineata la mia appartenenza all'Università di Pavia ed al San Matteo. Penso che sia un motivo di prestigio per le nostre istituzioni, oltre ad una risposta a chi troppo spesso critica la qualità della ricerca in Italia». Una soddisfazione condivisa anche da Giovanni Azzaretti. «E' un importante riconoscimento per il San Matteo - sottolinea il commissario -. E' la dimostrazione che qui non pensiamo soltanto ai cantieri. Il nostro non è soltanto un ospedale di alto livello sul piano assistenziale, ma anche per le ricerche scientifiche che vi vengono svolte. Il premio attribuito al professor Schwartz ne è un ulteriore esempio».
La Fondazione Recordati ha previsto una cadenza biennale per questo grande premio (100 mila euro da dividersi tra i vincitori). Nelle prime due edizioni erano stati premiati ricercatori internazionali che hanno contribuito alla conoscenza ed alla cura dell'ipertensione e dello scompenso cardiaco. Quest'anno l'attenzione ha riguardato gli studi condotti nel campo della morte cardiaca improvvisa. La giuria era composta da tre personalità della comunità scientifica mondiale (due inglesi ed uno statunitense), in stretto collegamento con 75 società scientifiche internazionali.
Il professor Leonard Cobb è stato premiato per avere creato, all'Università di Seattle, il primo e più imponente sistema di risposta d'emergenza ad un arresto cardiaco. Grazie al suo lavoro, iniziato negli anni Settanta, tutte le stazioni della polizia e dei vigili del fuoco di Seattle sono state dotate di defibrillatori e tutto il personale ha avuto corsi di resuscitazione cardio-polmonare. Questo ha permesso che entro 3-5 minuti dalla chiamata al numero 911 arrivassero sempre sulla scena di un arresto cardiaco poliziotti o pompieri in grado di riconoscere i segni di arresto cardiaco e di effettuare la defibrillazione elettrica. Il 30 per cento degli abitanti della città ha seguito un corso di 4 ore di massaggio cardiaco e respirazione artificiale. Il professor Hein Wellens è il più grande pioniere dell'elettrofisiologia clinica. Docente ad Amsterdam ed a Maastricht, ha iniziato a condurre i suoi studi (sulle aritmie cardiache e la morte improvvisa) alla fine degli anni Sessanta.
Il professor Cobb ed il professor Wellens sono due tra le personalità più conosciute della Cardiologia mondiale: questo carica di ulteriori significati il riconoscimento che è stato attribuito al professor Schwartz.
La commissione che ha lo ha premiato, ha riconosciuto i suoi enormi meriti per aver avanzato le conoscenze dei meccanismi della morte cardiaca improvvisa, con fondamentali contributi sia a livello sperimentale che clinico. La giuria internazionale ha menzionato tre aree specifiche: la sindrome del QT lungo (una delle più importanti cause di morte improvvisa nei bambini ed adolescenti, ma anche in giovani adulti), la morte in culla o SIDS, e l'infarto miocardico acuto. Il professor Schwartz è unanimemente considerato il più grande esperto della sindrome del QT lungo a livello mondiale, ne ha descritto le caratteristiche cliniche, le basi genetiche, e le terapie più efficaci. Ha dimostrato prima con osservazioni cliniche e recentemente con evidenze genetiche e molecolari che circa il 10-15% delle morti in culla dipendono dalla sindrome del QT lungo e sono quindi evitabili se viene fatta la diagnosi con un Ecg nel primo mese di vita con poi le cure specifiche. Ha dimostrato, prima su animali di laboratorio e poi in un grande studio su 1.200 pazienti con infarto miocardico, condotto in Europa, Usa, e Giappone, che l'analisi del sistema nervoso autonomo permette di identificare i pazienti ad alto rischio di morte improvvisa.
Questo è stato ottenuto quantificando la riduzione della frequenza cardiaca in risposta ad un aumento della pressione arteriosa ottenuto mediante l'iniezione della fenilefrina. Questo test misura la «sensibilità barocettiva», che indica la capacità di aumentare i riflessi del nervo vago (che riduce la frequenza cardiaca). I pazienti che, dopo un infarto, hanno una bassa sensibilità barocettiva sono a rischio più alto di morte improvvisa. Questa scoperta del professor Schwartz permette di identificare precocemente i soggetti a rischio e di trattarli in modo più appropriato per salvare la loro vita. E' stato questo l'insieme delle motivazioni della giuria internazionale per assegnare al professor Schwartz questa grande onorificenza. (s.re.)