Tolte alla famiglia: «Il caso va risolto»

PAVIA. «Se i servizi sociali del Comune al quale le bimbe sono state assegnate non hanno ancora fatto accertamenti, chiediamo che le facciano i giudici. L'importante è che qualcuno intervenga». L'auspicio giunge dall'avvocato Emilio Marco Casali. Difende un uomo accusato di avere toccato il seno alla figlia di 15 anni, disabile mentale. La ragazzina, insieme alla sorella di 9 anni, è stata tolta alla famiglia e affidata a una struttura di accoglienza. Ma questo è accaduto nell'aprile del 2004 e ad oggi non sono arrivate relazioni degli assistenti sociali al giudice del Tribunale per i Minori competente per l'affido.
La vicenda penale va distinta dalle decisioni riguardanti l'affidamento delle minori. Il padre è stato rinviato a giudizio per il prossimo mese di gennaio. Si difende sostenendo che si tratta di un equivoco e la questione è delicata perchè, alla base dell'accusa, ci sono le parole di una minore con seri problemi psichiatrici. Ma saranno i giudici del Tribunale a valutare le prove. Nel procedimento innanzi al Tribunale dei Minori, invece, Casali è affiancato dalla collega Francesca Gentilini. L'ultima udienza, a Milano, si è tenuta lo scorso 10 agosto. «Purtroppo - spiega il legale - al giudice non è ancora giunta alcuna relazione dei servizi sociali sulle due minorenni. Non solo. L'ordinanza originaria disponeva l'affido della minore 'parte offesa" a un istituto, ma prescriveva di monitorare la situazione dell'altra per verificare se fosse il caso di allontanare anche lei dal nucleo famigliare. Invece entrambe le sorelline sono state tolte ai genitori senza fare distinzioni». Ora la madre può vedere le sue bambine solo per un'ora la settimana, e comunque all'interno dell'Istituto (che si trova nel pavese) e alla presenza degli operatori sociali. «La bimba più piccola - spiega l'avvocato Gentilini - continua a chiedere il motivo per cui non può tornare a casa». La madre, all'epoca dell'intervento dei servizi sociali, non venne giudicata idonea ad occuparsi delle due figlie perchè soffriva di una grave depressione. Nel frattempo, però, si è curata ed ora è decisamente migliorata. Ma dall'aprile 2004 ad oggi pare che nessuno abbia pensato di verificare quale fosse la sua condizione. Sul versante penale, poi, la deposizione della signora è stata raccolta su iniziativa del suo legale e grazie alla legge che autorizza indagini difensive. Il padre, imputato, continua a parlare di un clamoroso errore. In sostanza dice che la figlia quindicenne si sarebbe sdraiata nel letto matrimoniale, al posto della madre, quando ancora lui dormiva. E che lui avrebbe accarezzato il seno della donna che gli stava al fianco senza essersi reso conto che si trattava della figlia e non della moglie. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che la ragazza soffre di un grave deficit cognitivo. Oggi ha 15 anni, ma i suoi ragionamenti sono ancora a tutti gli effetti quelli di una bambina. Proprio per questo le sue parole dovranno essere valutate con grandissima prudenza e attenzione dai giudici del Tribunale. (f.m.)