«Se gli uomini raccontassero le loro tristi storie di sesso»


Leggo sulla Provincia Pavese di ieri l'intervista alla giovane prostituta nigeriana coinvolta in una rissa per questioni di territorio. Mi ha colpito, tra le altre cose, la tariffa: 10 euro, quasi quasi un servizio di volontariato. Dai frammenti di storia che la ragazza racconta, il paese poverissimo, la famiglia numerosa, il meccanismo del debito contratto là da pagare con il lavoro qui, si capisce che ha buon senso. Forse potrebbe realmente fare un altro lavoro. Sempre ieri, in un altro quotidiano, leggo alcuni dati sul mercato del sesso in Italia. Le prostitute immigrate sono 25mila, altrettante le italiane. Tra le immigrate, il 60% sono nigeriane, il 25% vengono dall Europa orientale, le altre sono di diverse etnie. I clienti questo è un dato che mi ha sorpreso sono stimati in circa 9 milioni. Mi sembrano tantissimi, all'incirca un terzo della popolazione maschile. Le prostitute hanno delle storie da raccontare, di miseria, di sfruttamento, di speranza di riscatto; soprattutto le straniere. Ma i clienti, gli uomini, che storie hanno? Chi sono, cosa cercano, questi maschi di ogni età e condizione sociale, quando affollano le strade di notte, o prendono appuntamento in una casa, o vanno anche in paesi lontani a cercare esperienze più trasgressive con minorenni?
Gli uomini, si sa, non parlano volentieri di sé, ancor meno quando si tratta di situazioni intime. Al massimo lo fanno nel segreto del confessionale o nello studio dell analista. Una delle poche ricerche che dà voce ai maschi è stata pubblicata qualche anno fa e si intitola «Sesso in acquisto».
La tipologia dei clienti vi appare assai diversificata. Molti vivono rapporti coniugali spenti oppure forti inibizioni sessuali nella relazione di coppia e cercano fuori casa il brivido di un erotismo che però, in quanto mercenario, si conclude con il pagamento della prestazione e non costituisce una minaccia per la stabilità della famiglia.
Altri nel rapporto con la prostituta cercano soprattutto la libidine del potere. Esercitare potere sul corpo femminile, verso il quale il maschio prova un ancestrale invidia per la capacità generativa che gli è propria. Poterlo usare, il corpo femminile, piegare al proprio arbitrio, disprezzare e umiliare anche. Infine tra i motivi che alimentano la prostituzione c è la solitudine, la grande solitudine degli uomini che non hanno relazioni affettive. In questo caso nel rapporto si cerca il contatto umano, comunque sia: meglio avere una compagnia a pagamento che essere soli. Quante storie potrebbero raccontare gli uomini se avessero più coraggio di parlare! E quanto potrebbe servire il racconto di queste storie a rendere il rapporto tra i sessi meno infelice!

Riccardo Agostini