Di Bella, da Siziano al paradiso


PAVIA. La grande occasione. La Virtus Bologna, neopromossa in serie A, si è affidata a Fabio Di Bella per tornare ai vertici del basket nazionale e il play pavese ha accettato la sfida con la consapevolezza che un treno cosi non si può perdere. Con leVu nere felsinee, Di Bella ha firmato un triennale e il 19 agosto è cominciata la sua avventura a «Basket city». «Per strada a Bologna trovi persone che ti incitano, vai a comprare il giornale e l'edicolante ti dice che ha l'abbonamento alla Virtus - racconta il 26enne di Siziano - . A Bologna il pubblico ha il palato fino ed è sanguigno, ma se vedono l'attaccamento alla maglia si affezionano. E poi è un mese che si parla del derby ritrovato». Le pressioni saranno maggiori rispetto ai tre anni a Biella e ai due a Pavia. «E' il prezzo da pagare - spiega Di Bella - per scoprire se posso guidare una squadra ambiziosa». Dal 9 ottobre lo scoprirà.
L'avventura è cominciata il 19 agosto ed è stata subito dura. «Ci alleniamo sei ore al giorno a porte chiuse - racconta - e prima dell'esordio in campionato faremo 16 amichevoli. Anche lo studio (frequenta Economia e commercio, ndr) è un po' sacrificato». Il play 26enne di Siziano sta studiando per diventare il condottiero di una squadra che ha fatto la storia del basket, italiano ed europeo. «L'allenatore Markovski e il presidente Sabatini mi hanno spiegato di voler riportare la squadra ai vertici dopo un anno di consolidamento e io ho accettato la sfida». Garanzie sul minutaggio non gliene hanno date, ma Di Bella partirà in quintetto. «In una squadra forte nessuno resta in campo più di 30' e noi abbiamo atleti in grado di ricoprire più ruoli - spiega - . Quello che conta è la fiducia che sento attorno a me».
L'anno scorso un'infiammazione al tendine rotuleo lo ha tenuto fermo un mese, in estate ha lavorato al potenziamento muscolare per compensare gli acciacchi al ginocchio. Del resto il lavoro non lo ha mai spaventato. «Se lavori tanto per passare da Siziano a Bologna, non puoi sederti dopo aver raggiunto il tuo obiettivo». Di Bella però segue anche Pavia. «Ho parlato con Bellina - racconta il play - . Mi sembra un gruppo equilibrato, un mix di talento e utilità, con alcuni giocatori migliorati, come Davide Parente. Pavia può rifarsi dopo l'ultima annata. E poi ha Gallinari: se emergerà alla distanza sarà fondamentale ai play off. Per i tifosi sarà facile identificarsi con uno cosi, giovane e talentuoso». Come Di Bella nei due anni a Pavia. Lo scoglio, per Gallinari come per il play di Siziano, sarà il confronto con gli americani: «Sono più atletici e abituati a sfidarti sul piano fisico, devi compensare questo handicap con l'intelligenza. A Gallinari consiglio di ascoltare coach Finelli e ricordo che ha tutto il tempo per sbagliare e migliorarsi». Diversa la strada di Di Bella. «Sono qui per trovare i giusti ritmi e imparare a guidare una squadra che punta al vertice». Il che significa imparare a convivere con la pressione del palaMalaguti e di Bologna. «C'è di buono che a Bologna convivo con la mia ragazza, Benedetta, che si è laureata in Relazioni pubbliche e cerca lavoro qui - spiega il play - . La sua presenza mi aiuta ad affrontare questa sfida». E' cresciuto Di Bella, presto scopriremo quanto.

Claudio Malvicini