Rischio opportunismo
Abbiamo letto con stupore l'intervento di Giorgio Piovano su «La Provincia Pavese» che la redazione ha ben titolato «Settarismo e presunzione ideologica, i rischi per Rifondazione».
Non si può che concordare sul fatto che settarismo e presunzione sono due bruttissimi difetti che i comunisti devono evitare e la cosa vale in particolare per i giovani che per inesperienza sono spinti a peccare di estremismo. L'accusa tuttavia è alquanto generica: a quanto ne sappiamo, la sinistra del Prc di Pavia è impegnata nei movimenti e nel sindacato, ha sempre cercato un rapporto con le mobilitazioni di massa, non si è mai rinchiusa in uno stanzino e prova ne è che i compagni che la costituiscono sono conosciuti e stimati e, grazie al loro lavoro, hanno rafforzato in questi anni la propria presenza a Pavia. La nostra sola colpa, a quanto pare, è quella di non volere la subalternità della sinistra a Romano Prodi.
Il compagno Piovano dovrebbe invece valutare meglio anche un altro rischio: il rischio dell'opportunismo, che ci pare ben più concreto. Siamo militanti di Rifondazione comunista, militanti tuttavia - crediamo - senza salame sugli occhi o al massimo con una fetta abbastanza sottile da riuscire ad intravedere qualcosa.
Attraverso la nostra sottile fetta di salame, abbiamo visto un pericoloso ed inspiegabile innamoramento di Bertinotti per il centrosinistra; a livello locale questo significa per esempio che il sindaco di Pavia dice in prima pagina «Lotta dura agli immigrati», eppure il Prc continua a sostenerla, mentre i bambini rumeni piangono durante gli sgomberi dalla polizia. Su questo Piovano cos'ha da dire?
Abbiamo visto le misere poltrone che ci vengono offerte in elemosina dai capi del centrosinistra far venire l'acquolina in bocca a più di un compagno: ricordiamo al compagno moralizzatore che non sono state le rivalità tra correnti, né l'ideologia a portare il partito a Pavia in una grave situazione di crisi; purtroppo è stato qualcosa di molto meno nobile e tutto interno alla sua corrente; le rivendicazioni presonali di un assessorato (un po' più di principi e di ideali, non declamati dal pulpito, ma veramente interiorizzati, non avrebbero guastato). Su questo Piovano cos'ha da dire?
Abbiamo visto mettere spesso all'ultimo posto tutto ciò che non riguardava immediatamente la conquista, reale o sperata, di una posizione elettorale, quando anche si trattasse dell'antifascismo o dell'internazionalismo o della lotta contro la guerra. Su questo Piovano cos'ha da dire?
Quante volte si dice che la politica è tutto un mangia-mangia e che i più deboli e i grandi ideali vengono traditi e venduti per un piatto di lenticchie! Allora è giusto sostenere chi si rifiuta di far diventare il proprio partito un «normale» comitato elettorale e lo concepisce invece come uno strumento, certo molto migliorabile, per una profonda trasformazione della società.
Sono proprio questi compagni che, secondo il compagno Piovano, fanno correre dei «rischi» a Rifondazione. Secondo noi, invece, sono una boccata di ossigeno!
Non sono anche l'opportunismo e l'incoerenza dei grandi rischi riguardo ai quali bisogna ammonire i giovani che fanno politica a sinistra? E poi, diciamolo, il compagno Piovano ama semplicemente la realtà dividendo l'umanità in categorie come giovani / adolescenti / anziani / donne, eccetera, ma si può facilmente obiettare che l'arroganza e la supponenza non hanno sesso, né età. Ci pare insomma che, parafrasando De Andrè, troppo spesso si diano buoni consigli per sentirsi autorizzati a dare il cattivo esempio.
Francesco Anfossi Laura Beretta Irina Bezzi e Mauro Vanettidirettivo del circolo di Pavia Associazione Progetto comunista e sostenitori di FalceMartello