Cagliari, Arrigoni sotto tiro

CAGLIARI.Clima caldo a Cagliari dopo l'esonero a sorpresa di Attilio Tesser e il ritorno di Daniele Arrigoni. Una cinquantina di ultras ieri pomeriggio ha fatto irruzione nel centro sportivo di Assemini, durante l'allenamento del Cagliari, e ha contestato duramente Arrigoni. Già l'anno scorso il tecnico (che in estate era passato al Torino, poi fallito) era stato contestato ogni volta che sostituiva Gianfranco Zola. Mai però si era arrivata a una contestazione cosi pesante: i facinorosi sono arrivati a ridosso dal campo di allenamento, insultando a lungo Arrigoni e scappando prima dell'arrivo dei Carabinieri. Intanto, alla fine dell'allenamento, Antonio Langella ha convocato una conferenza stampa per chiarire la sua posizione, dopo le frasi pronunciate da Arrigoni martedi che aveva parlato della volontà dell'attaccante di essere ceduto: «Io non ho mai chiesto di andar via - ha detto - Credevo di essere incedibile, poi all'improvviso il direttore sportivo mi ha detto che ero in procinto di essere ceduto. Arrigoni - ha proseguito Langella - mi ha spiegato che voleva un altro attaccante, una punta centrale per far giocare Esposito a destra e Suazo a sinistra. Per me quindi non c'era più spazio. Al tecnico ho detto: scelga lei, ma allora vuol dire che io non servo più, e lui mi ha risposto che se volevo, potevo andarmene. Mi sono sentito preso in giro. poi, dopo che ho saputo che quattro, cinque miei compagni da qualche anno guadagnano il doppio di me. Quando avevo firmato il rinnovo del contratto Cellino mi aveva detto che non poteva darmi più di 500, 600 milioni (di lire, ndr), perchè quello era il tetto massimo. Invece ho scoperto che non è assolutamente vero, sono stato preso per i fondelli».