L'Unione al 51%, la Quercia vola al 22%

ROMA.L'Unione è la lista vincente nelle politiche 2006 con il 51 per cento dei voti. Lo afferma l'ultimo sondaggio realizzato per L'Espresso dalla società Swg srl-Trieste il 25 agosto 2005. Ma non ci crede Silvio Berlusconi, il quale scendendo dall'aereo a Olbia, ha dichiarato che la Cdl si presenterà alle elezioni con «tutti i numeri per vincere». E ha eluso la domanda sulla possibilità «di ricucire» i rapporti con l'Udc.
Invece il sondaggio Swg dice che Forza Italia perde. Sono stati effettuati 4.315 contatti telefonici, rappresentativi dell'universo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni. Le intenzioni di voto hanno segnalato che la Casa della Libertà dalle elezioni politiche 2001 ha perso più di dieci punti percentuali, scendendo dal 51,9 per cento al 41,5 per cento della fine di agosto di quest'anno. E in particolare Forza Italia sarebbe scesa, sempre secondo il sondaggio, da 29,4 al 17,5 per cento. Sale l'Udc che dal 3,2 per cento passa al 6 per cento, si assesta An che dal 12 per cento arriva al 12,5 per cento, mentre la Lega, probabilmente forte del malcontento per gli immigrati, passa dal 3,9 al 5,6 per cento.
Nell'ambito del centrosinistra, cresce la forbice tra Ds e Margherita. Alle politiche del 2001 i due partiti erano quasi appaiati, con 14,5 per cento per la Margherita e 16,6 per cento dei Ds. Il sondaggio dà alla Quercia il 22 per cento, seguita dalla Margherita al 12,5 per cento e da Rifondazione Comunista al 7 per cento. I Verdi avrebbero il 3 per cento, Di Pietro il 2 per cento, il Pdci il 2 per cento. L'Udeur arriva all'1,5 per cento, lo Sdi all'1 per cento.
La vera sorpresa è che all'interno degli elettori della Cdl, se si facessero le primarie, la leadership sarebbe di Gianfranco Fini e non di Silvio Berlusconi. Chiamati a pronunciarsi su chi dovrebbe guidare la coalizione delle prossime politiche, gli elettori di centrodestra intervistati dalla Swg indicano in maggioranza Fini: il leader di An ottiene il 39 per cento contro il 25 per cento di Berlusconi. Più indietro Pier Ferdinando Casini preferito dal 16 per cento degli elettori della Cdl. Bossi è indicato dal 9 per cento degli elettori, Tremonti raggiunge il 6 per cento, Gianni Letta il 2 per cento, Marco Follini l'1 per cento.
Come sarebbero le primarie nel centrosinistra? Darebbero Prodi come leader secondo il 57 per cento degli elettori, seguito dal 16 per cento di Fausto Bertinotti. Gli altri sfidanti sono tutti sotto il 10 per cento: Di Pietro ha il 7 per cento, Pecoraro Scanio il 6 per cento, Mastella il 4 per cento, Sgarbi e Scalfarotto l'1 per cento.
Se la leadership di Prodi non sembra in discussione, la guida di Berlusconi non trova molti consensi. Tanto è vero che è stato convocato un vertice dello stato maggiore dell'Udc lunedi mattina nella sede del partito di via Due Macelli. Ed è stato invitato anche Casini, segno evidente che si parlerà del candidato premier, visto che il nome di Berlusconi non convince Follini e i centristi della coalizione. Dall'altra parte, Dario Franceschini, coordinatore della Margherita, plaude all'Udc «che ha fatto un atto di coraggio mettendo in discussione la leadership di Berlusconi». Secondo Franceschini da una parte la maggioranza deve fare i conti con la delusione indotta nell'elettorato, dall'altra «la gente ha voglia di cambiamento, non crede più a Berlusconi, le sue barzellette non funzionano più, le sue promesse non sono state mantenute».
Il segretario della Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi replica all'europarlamentare dell'Udc Lorenzo Cesa e propone una lista unica che unifichi Udc, Forza Italia e Dc.
A.F.