Gorini, il rigore non fa più paura
PAVIA. Sul dischetto, senza paura. Nel momento chiave della partita Edoardo Gorini si è fatto avanti. Il Cittadella stava producendo il massimo sforzo per pareggiare, ma in contropiede Meggiorini si è procurato un rigore chiave. O il 2-0, e partita in tasca. O un finale di sofferenza, con il rischio di venire beffati: «I rigoristi siamo io e Sciaccaluga. Paolo mi ha chiesto se me la sentivo di tirarlo e io ho detto di si. Ero convinto di segnarlo». L'errore con il Bari non l'ha condizionato: «I rigori li ho sempre tirati e non mi faccio impressionare. Il portiere l'ha intuito? Anche nell'ultimo campionato ho segnato due rigori, uguali, con il portiere che sfiora la palla ma non riesce a fermarla. Con il Bari l'avevo spiazzato, ma ho preso il palo. E allora meglio che il portiere li intuisca, se poi segno». Anche Meggiorini si è avvicinato al dischetto: «L'avrebbe segnato anche lui. Il fatto che volesse tirarlo è un buon segnale». E il prossimo chi lo tirerà? «Vedremo chi se la sente in quel momento. Ma non c'è problema: non litigheremo di certo».
Stanco, ma felice: Gorini ha la sofferenza dipinta sul volto, il caldo ha tagliato le gambe a tutti e alla fine si fa quasi fatica a parlare. Però che soddisfazione venire a vincere qui, dove nelle ultime settimane sono cadute nell'ordine Modena, Ternana (serie B) e Livorno (serie A): «Forse il Cittadella ci ha un po' sottovalutati - spiega il difensore - erano troppo euforici per i successi in coppa Italia». Non tutto è filato liscio: «Siamo stati un po' in difficoltà all'inizio, loro ci aspettavano e ripartivano. Ecco, se dobbiamo migliorare qualcosa è l'approccio alla partita, giocare con la massima concentrazione sin dai primi minuti». Di fatto però i veneti non hanno mai tirato in porta: «Sappiamo che il nostro punto di forza è la saldezza difensiva. Se poi cominciano a segnare anche gli attaccanti siamo a posto. Meno belli rispetto allo scorso anno? Non lo so, non è che allora nelle primissime giornate giocammo un gran calcio. Il gioco viene come conseguenza della tranquillità, legata ai risultati». Ha trascorso una giornata di riposo Fabrizio Casazza. Alla vigilia si era augurato una vittoria, possibilmente senza subire gol dal suo amico Ghirardello: «Ho giocato con lui, lo conosco bene - spiega il portiere - i miei compagni di squadra sono stati bravissimi». Casazza esalta la forza del collettivo azzurro: «L'ho capito sin dalla prima partita, l'amichevole con la Juve, che questo gruppo aveva qualcosa di speciale. Una forza interna grazie alla quale risolve tutte le situazioni». Il 3-0 è stato proprio un bel segnale al campionato: «Magari non mi aspettavo un risultato cosi eclatante, però immaginavo che non ci saremmo accontentati del pareggio. Questa è una squadra che vuole sempre vincere». Si è inserito a meraviglia negli schemi Francesco Lunardini, tra i migliori in campo: «C'erano condizioni climatiche particolari - spiega - Prima era fresco, ha piovuto. Poi è scoppiato il caldo. Siamo stati bravi a gestirci, attaccando quando era il momento e difendendo il vantaggio. Mi è piaciuto il cinismo con il quale abbiamo portato a casa la vittoria, capitalizzando al massimo le occasioni create: i nostri attaccanti sono stati molto bravi». Quando ha avuto la sensazione che il colpaccio era possibile? «Dopo il primo quarto d'ora di studio siamo usciti - spiega il centrocampista -, riuscendo a colpire. Allora ho capito che aria tirava». Anche nello scorso campionato Lunardini aveva giocato l'esordio da titolare. Rispetto ad allora però è maturato: «Spero di poter crescere ancora. Il mio obiettivo è fare un piccolo passettino avanti ogni giorno. E poi porto bene: abbiamo vinto ancora. Speriamo di andare avanti cosi a lungo».