Berlusconi: enorme sacrificio ma mi candido
ROMA. «Un enorme, enorme, enorme sacrificio». E' quello che farà Silvio Berlusconi per candidarsi alla guida del centrodestra nelle prossime elezioni. Frasi che riaccendono le polemiche in seno alla Casa delle libertà, con l'Udc che replica «nessuno glielo ha chiesto» e Forza Italia che fa quadrato.
Gianfranco Fini prende atto «che siamo in campagna elettorale e andiamo orgogliosi al giudizio degli elettori». La tregua estiva all'interno della maggioranza, se mai c'era, è finita, venerdi c'è il consiglio dei ministri e sul tavolo argomenti ostici, Banca d'Italia in testa. Mentre in Lombardia si incrina il rapporto Formigoni-Lega con la destituzione di Cè, assessore leghista alla Sanità.
«Ne parlo in maniera spassionata, sinceramente - dice Berlusconi da Soci, Russia, dove è in visita a Putin - se c'è qualcuno che fa un grosso sacrificio a presentarsi come candidato sono io. Tutto, sul piano personale e privato, mi spingerebbe a dire: 'Si accomodi un altro". Magari ci fosse qualcuno che potesse avere due requisiti: capacità di tenere insieme la coalizione ed essere accettato da tutti». Poi va all'attacco dell'opposizione: «Se penso a qualcuno dell'altra parte seduto al tavolo nei miei panni con Putin, Bush e Blair mi sento male. Non credo a un cambio di governo, sarebbe insensato buttare a mare il grande patrimonio di esperienza, amicizie, conoscenze».
Ma il vero bersaglio delle sue parole è il centro del centrodestra, l'Udc, insomma. «Che Berlusconi stia facendo questo grande sacrificio - risponde d'impeto Armando Dionisi, capo della segreteria politica dell'Unione di centro - è una scelta che fa lui senza che nessuno glielo chieda». Tace il segretario Marco Follini, e i suoi collaboratori ammettono che «magari non avrebbero usato i toni di Dionisi, ma quella di Berlusconi è una provocazione bella e buona a cui si è risposto con argomenti politici». Non quelli di Dionisi, ma di Ivo Tarolli, «in mancanza di una ristrutturazione al centro della Cdl la candidatura di Berlusconi ha poche possibilità di far vincere il centrodestra». O quelli di Lorenzo Cesa, vicepresidente Ppe: «Negare che esista il problema del leader è un errore che nessuno dovrebbe commettere». «La competizione per la leadership rappresenta una ricchezza per la coalizione - dice Bruno Tabacci - quanto alla leadership di Berlusconi il vero test è stato quello delle regionali e abbiamo visto come è finito. Debole la squadra con una sola punta».
Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, cordinatore e vicecoordinatore di Forza Italia, fanno quadrato: «Le parole di Dionisi sono penose, inaccettabili e irriguardose nei confronti delle umanissime parole del presidente Berlusconi», dice un accorato Bondi. «Sono An, Lega, Forza Italia e Pri ad avere chiesto che Berlusconi guidi la Cdl alle politiche», dice Cicchitto.
Poi se la prende con un sondaggio che dà l'Udc oltre il 10% se si presenta da sola: «Sogni di una notte di mezza estate». «E' vero che in questi anni è diventato esperto di sondaggi sogno - gli replica Luca Volonté capogruppo Udc alla Camera - ma ritenevo che sapesse distinguerli dalla realtà».