«La forza del Dottore è la sua inquietudine»

PAVIA. «L'attualità di Sant'Agostino è nella costante inquietudine interiore che lo spingeva con forza ad allargare sempre più l'orizzonte della ricerca della verità sino ad aprirsi al 'Mistero"». Lo dice il cardinale Dionigi Tettamanzi nell'intervista rilasciata al settimanale 'Il Ticino", in edicola oggi. L'arcivescovo riflette su come il santo vescovo di Ippona possa aiutare l'uomo contemporaneo.
Il cardinale Tettamanzi, nel colloquio con l'intervistatore Antonello Sacchi, riflette a partire da una frase dell'opera di Agostino 'De Trinitate". Il santo scrive, a proposito della conoscenza del mistero di Dio, che 'la Fede cerca, l'intelligenza trova".
Come sottolineò Hannah Arendt, 'Agostino non perse mai del tutto l'impulso all'interrogazione filosofica, non lo estromise mai radicalmente dal suo pensiero". La continua riflessione di Agostino va dunque dall'uomo a Dio e da Dio all'uomo. Come può il pensiero del santo vescovo d'Ippona 'aiutare" l'uomo contemporaneo, apparentemente privo di punti di riferimento?
«Non ci sono dubbi - risponde l'arcivescovo di Milano - il pensiero di Agostino è di un'attualità straordinaria. In particolare per quella costante inquietudine interiore che lo spingeva con forza ad allargare sempre più l'orizzonte della ricerca della verità sino ad aprirsi al 'Mistero". La fede è si risposta alle nostre domande. Ma essa stessa pone incessantemente delle domande. Solo l'umiltà e l'audacia di non sottrarsi a nessuna domanda, anche alla più difficile, sono i passi necessari per arrivare a Dio, l'unica risposta capace di dare pace al cuore umano. Esemplare e luminosissimo per ogni uomo che non vuole restare alla superficie di se stesso rimane il testo delle 'Confessioni"».
Il cardinale Tettamanzi volle a suo tempo le sacre spoglie di Sant'Agostino a Milano, dove furono esposte in Duomo insieme a quelle di Sant'Ambrogio. Per consentire tale evento, l'urna del santo dottore di Ippona venne trasferita nella cattedrale milanese e vi rimase per vari mesi. Il magistero di Agostino è sempre stato considerato come una delle fonti della religiosità e della spiritualità dell'Occidente e il cardinale Tettamanzi l'ha spesso indicato come un esempio concreto cui ispirarsi: «Il fedele - ha detto in occasione delle celebrazioni per Ambrogio e Agostino - si nutre delle parole del santo dottore della Chiesa e le considera come un alimento».