Il ministero: «Tutto regolare»


PAVIA. «Caro sindaco, lo sventramento con demolizione del tribunale nel cuore del centro storico, è il più massiccio e il più grave dai tempi della costruzione di palazzo Demetrio all'incrocio del Cardo e del Decumano della città romana». Cosi scriveva (protestava) il consigliere comunale Elio Veltri. Ma i lavori proseguono e ieri il ministero ha confermato che l'abbattimento dell'edificio è perfettamente regolare, anzi, regolarmente autorizzato.
Certo, le ruspe, abbattendo il vecchio carcere, hanno anche cancellato definitivamente ciò che restava dell'ex convento della Colombina. Ma qui la questione si complica e sull'edificio si sommano diverse competenze: il Comune che è proprietario e che chiede lo stanziamento per la ristrutturazione; lo Stato che paga e ha organizzato i lavori; la Sovrintendenza che dà le approvazioni e vigila sul cantiere; il Tribunale che lo gestirà. Ce ne sarebbe abbastanza per un complesso rimpallo di responsabilità, aggiugendoci anche quella del professor Gianpaolo Calvi, che certo ha già valutato la storia dell'ex-Colombina e che fornisce, all'intervento, una prestigiosa consulenza tecnoco-scientifica.
Comunque sia, la vicenda, come ha promesso il sindaco Piera Capitelli, andrà ulteriormente approfondita. Nel frattempo, su sollecitazione della stessa giunta comunale, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sezione di Milano, ha provveduto a rispondere: «Il progetto generale - scrive il responsabile del procedimento, l'ingegner Angelo Bianchi - ha ottenuto nel tempo svariati pareri da parte della competente Sovrintendenza di Milano, con note del 17.11.99 (sul progetto definitivo), del 29.09.2000 (sul promo lotto esecutivo) e del 03.02.2005 (esecutivo aggiornato): in detti pareri si esprimono una serie di prescrizioni, ma nulla ha vietato le demolizioni lamentate».
In particolare, poi, «per quanto attiene alla Soprintendenza ai Beni Architettonici, non è previsto un parere sul progetto, ma un controllo diretto delle operazioni di scavo e, a tale riguardo, la stessa Soprintendenza ha già trasmesso all'impresa aggiudicataria che ne ha fatto formale e regolare richiesta, un elenco di ditte specializzate e autorizzate in operazioni di scavo come in questo appalto previste e la direzione lavori ha l'obbligo di informare tempestivamente la stessa con congruo anticipo delle materiali lavorazioni, in modo da consentirne la presa visione». Infine, sulla possibilità che le nuove aule vengano utilizzare per processi di terrorismo e di criminalità organizzata, «l'opera pubblica in parola è stata sottoposta a particolari misure di segretezza e riservatezza».
Insomma, a voler sintetizzare: 1) Il progetto è regolare; 2) La Sovrintendenza era informata; 3) La Sovrintendenza controlla direttamente le opere di demolizione; 4) Il consulente scientifico (pavese) non ha eccepito alcunché sulla demolizione. I lavori, dunque, proseguono. E per il ministero non ci sono «responsabili da perseguire», perché non v'è colpa accertata.

Filiberto Mayda