«La gente si indebita tanto? Le colpe anche politiche»

Rate di mutui a cui non si riesce a far fronte, acquisti a rate di beni secondari come cure estetiche, viaggi, telefonini costosi, indebitamento per una dipendenza dai videogiochi.
Le situazioni umane di crisi finanziaria, impoverimento delle risorse familiari, indebitamento, fino alla vera e propria disperazione, sono probabilmente l'emergenza più drammatica e dolorosa di un fenomeno più sotterraneo ma molto diffuso.
Gli stessi dati statistici riportati nell'inchiesta pubblicata ieri dalla Provincia Pavesesull'aumento degli acquisti a rate e delle richieste di finanziamenti alle banche, lo indicano.
Naturalmente si tratta di casi diversi.
Un conto è fare un mutuo per l'acquisto della casa o del mobilio. Diverso è accollarsi rate onerose per pagare interventi di chirurgia estetica o costosi viaggi all'estero.
Diverso ancora è indebitarsi per una dipendenza dal gioco.
Ma c'è un tratto comune in queste diverse forme di indebitamento. E' l'idea che si possa entrare in possesso di qualcosa o consumare qualcosa oggi, dilazionando il pagamento a domani o dopodomani.
In questo modo l'incertezza sul futuro viene rimossa, si evita di interrogarsi se domani sarà ancora possibile far fronte al debito contratto, purchè non si debba rinunciare oggi alla soddisfazione di un bisogno, a volte primario, altre volte superfluo.
Ma nella genesi di questo fenomeno che sta procurando tante sofferenze alle famiglie, oltre alle responsabilità di scelte individuali, occorre chiamare in causa responsabilità economiche e scelte politiche.
La gente è sottoposta ad una pressione a spendere come forse mai si era verificata prima.
Ne sono strumenti la proliferazione dei centri commerciali, l'invadenza di messaggi pubblicitari sempre più sofisticati e persuasivi, la proposta di stili di vita dispendiosi come fossero un attestato che si è qualcuno e si conta qualcosa.
In questo clima generale non possiamo dimenticare le uscite pubbliche del nostro Presidente del Consiglio, come l'ultima riportata dalla stampa qualche giorno fa, quando, affacciandosi al terrazzo della sua villa in Sardegna, ebbe a dichiarare: «Non è vero che in Italia c'è la crisi economica. Non ho mai visto tante barche come quest'anno».
Passerà alla storia indubbiamente il nostro Presidente del Consiglio, come ha sempre desiderato.
Ma rischia di passarci allo stesso modo di Maria Antonietta, la regina di Francia d'origini austriache durante la rivoluzione del 1789, quando, a chi le faceva presente che il popolo non aveva pane, con una battuta immortale rispose." Che mangino brioches!"
*psichiatra