I Papa-boys da Colonia «Tre ore di marcia dedicate a Benedetto»

PAVIA. «Siamo esausti ma entusiasti, non vediamo l'ora che Benedetto XVI arrivi sulla spianata». I Papa-boys pavesi da Marienfeld raccontano. Cronache in diretta dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia dopo dodici ore di viaggio in pullman e tre ore di marcia a piedi. Al telefono il priore agostiniano Giustino Casciano e il responsabile della pastorale giovanile don Andrea Migliavacca.
Padre Giustino Casciano è coricato sul prato, esausto dopo una camminata di tre ore dal parcheggio dei pullman alla spianata di Marienfeld. Sono le 16 di ieri. E racconta: «A Como stamane (ieri, per chi legge) avevamo l'appuntamento con sette pullman e si è formata la carovana. Man mano che ci avvicinavamo a Colonia crescevano i pullman. Siamo arrivati verso le 10 a Colonia e nel parcheggio c'erano già trecento pullmam. Poi abbiamo camminato per tre ore in mezzo ai prati percorrendo dieci chilometri, cantando, recitando il rosario, applaudendo, un clima di grande entusiasmo. Sembra lontano lo spettro del terrorismo anche se come adulto ci penso. Nessuno sente la stanchezza. Qui nel prato di Marienfeld non vediamo l'ora che arrivi il papa. Abbiamo attraversato un paesino. La gente ci salutava, erano stupefatti dall'affluenza di tanti giovani. Ci siamo riposati sul telo donato dalla Pastorale Giovanile Italiana. A ciascuno hanno donato il sacco del pellegrino con il telo per sedere, la radiolina per ascoltare la traduzione simultanea in cinque lingue: la classifica efficienza tedesca. Appena arrivati nel prato ci hanno dato la razione di cibo anche per domani. Abbiamo pregato incessantemente anche perchè non piova. E' molto bello l'inno della Giornata Mondiale dei Giovani, che ha un ritornello in latino 'Venimus adorare eum", le parole che i Re Magi dissero una volta arrivati a Gersalemme. La sofferenza più grande è che siamo qui a Colonia e non possiamo raggiungere il centro della città e vedere la cattedrale con le reliquie dei Re Magi portate da Milano dopo il 1154».
«Siamo in periferia - continua padre Giustino - ci saranno un milione di persone provenienti da tutto il mondo. La cosa bella è che nel sacco del pellegrino abbiamo trovato anche la bandiera italiana. Non vorrei esagerare, ma credo che ci saranno duecentomila italiani. Quando parliamo italiano, tutti ci rispondono in italiano: è la lingua della Chiesa e della fede. Questi giovani sono qui non tanto per una festa o per divertirsi, perchè per raggiungere Colonia i sacrifici e le scomodità sono grandi, ma per la voglia di realizzare qualcosa più grande, di costruire qualcosa di non materiale, un'unità. Non abbiamo visto giornali italiani, ma qualche testata inglese e tedesca. Sottolineano che Benedetto XVI è il Papa della speranza».
Racconta, invece, don Andrea Migliavacca: «Siamo a Marienfeld, siamo arrivati stamane partendo dalla parrocchia che ci ospitava. Abbiamo trascorso questi giorni nelle famiglie. Siamo partiti alle 6,30, abbiamo preso la metropolitana e poi tre ore di cammino per raggiungere la spianata. Abbiamo mangiato qui. Stamane faceva abbastanza freddo. Sul maxischermo proiettano un concerto. Si gira, ci si conosce, si incontrano giovani da tutto il mondo. Abbiamo ascoltato il Papa, ma non nella traduzione italiana. Eravamo sulle rive del Reno quando Benedetto XVI è arrivato in catamarano. L'abbiamo visto da lontano passare e, poi nelle immagini. I giovani pavesi sono molto seri e attenti al cammino di fede di questi giorni. Ricca esperienza per i giovani: di fede e di incontro. La gente di Colonia è molto ospitale». (s. c.)