I Papa-boys: «Colonia, eccoci»

PAVIA. «Co-lo-nia Co-lo-nia». Eccoli i Papa-boys. Eccoli con le bandiere di Pavia, del Vaticano e anche di Viterbo. Ridenti e già compagnoni. Partono pieni di entusiasmo. La stazione autocorriere e viale Trieste nel deserto post-ferragostino si riempiono di voci. E alla fine, alle 20 di ieri sera, il pullman granturismo a due piani si muove. La grande avventura della Giornata Mondiale della Gioventù è cominciata. Arriveranno stamane nella spianata di Marienfeld esausti dopo dodici ore di viaggio.
E' una allegra comitiva quanto mai variegata, e anche internazionale, quella che si ritrova nel viale assolato. Perchè in partenza, assieme ai pavesi, ecco un gruppo di agostiniani di Viterbo, con tanto di bandiera a scacchi giallo blu, i colori della città laziale, con un padre agostiniano filippino e due ragazze di Manila.
«Come ci sentiamo? Entusiasti», dice Domenico Galderisi, che accompagna i dieci Papa-boys viterbesi: «Siamo arrivati due giorni fa da padre Giustino, che ci ha ospitati nel convento in San Pietro in Ciel d'Oro. Adesso non vediamo l'ora di muoverci, di metterci in marcia».
Zaini, stuoie e qualche impermeabile, «ma per scaramanzia, tanto se piove chi se ne frega. E in ogni caso sarebbe acqua benedetta». Don Antonio Razzini, parroco di Mirabello, invece, con tanto di chitarra, si lascia fotografare con la bandiera bianco-gialla del Vaticano e le chiavi di San Pietro e parla da veterano: «Per me è la seconda Gmg. C'ero alla prima di Giovanni Paolo II nell'84 in piazza San Pietro, ero curato di Vidigulfo e di San Francesco, e non potevo certo mancare oggi alla prima di Benedetto XVI. Come si parte? Siamo in fibrillazione, non si vede?».
Il gruppetto di Pieve Porto Morone, sette persone, è tutto intorno a don Roberto Beretta, jeans e polo grigia. Qualcuno non ha mancato di portare la mappa di Colonia: «Non si sa mai, anche se sarà difficile perdersi». Altri sistemano nello zaino guide turistiche della Germania. Padre Giustino Casciano, il priore agostiniano di Ciel d'Oro, è l'unico in divisa da prete: «La tonaca? Certo che porto la tonaca. Siamo anche testimonianza di Cristo al grande happening con papa Benedetto. Non è vero?».
Ecco don Patrizio Faggio, parroco di San Genesio, con un ragazzo e due ragazze. Un giovanottone sventola, per la foto ricordo, la bandiera a scacchi bianco-azzurra di Pavia: «E' di buon auspicio. Sarà un buon viatico».
Le auto di genitori e accompagnatori sostano davanti all'autostazione. Il pullman è li. Baci, abbracci, raccomandazioni. Ci si scambia impressioni: «Tv e giornali dicono che è un grandissimo evento. Con un pontefice tedesco che è già una piacevole scoperta, poliglotta, bandiera dell'ecumenismo». Stamane incontreranno i 117 partiti in treno a ferragosto, con Andrea Migliavacca. «Ci ritroveremo alla veglia del sabato. Sarà bellissimo». (s. c.)