E' polemica sulle licenze

VIDIGULFO.Un secco no alla proposta della maggioranza sulla programmazione delle nuove attività dei pubblici esercizi. Ad opporsi è la minoranza di «Uniti per Vidigulfo» che fa capo a Valerio Modesti che ha chiesto senza mezzi termini di ritirare il provvedimento al fine di rielaborarlo. L'ipotesi formulata dalla Commissione Consultiva Comunale presieduta da Enrica Setmani contempla una suddivisione del territorio in una zona centro (via Roma, via IV Novembre fino all'incrocio con via Caduti, via Manenti, via Marconi fino all'incrocio con via Libertà, via Milano fino all'incrocio con via Trento) e in una zona periferica che in pratica comprende tutte le vie restanti. Una suddivisione considerata ottimale dall'amministrazione per la realtà territoriale espressa da Vidigulfo ma l'opposizione non è della stessa idea.
«L'opportunità della creazione di due zone - denuncia Modesti - al fine di individuare i criteri per il rilascio di nuove licenze viene fatta rilevare da un componente della Commissione Consultiva Comunale (Giorgio Sacchi, rappresentante pubblici esercizi Ascom Pavia, ndr) e non dal sindaco che ne è presidente. Da ciò deduciamo che non essendo stata l'amministrazione comunale a proporre i criteri, la stessa non ha ben chiaro cosa voglia fare. Questo ci sembra poco serio e noi non ci stiamo. Riteniamo che la maggioranza anche nel rispetto dei cittadini utenti e fruitori dei servizi che i commercianti erogano quotidianamente sul nostro territorio, si debba far carico di portare una proposta seria e complessiva come se fosse un vero e proprio piano del commercio. Solo allora ne potremo discutere attraverso la commissione dei capigruppo o in una commissione speciale».
Ma non finisce qui. Nella cosiddetta «zona centro», al fine di tutelare i residenti e non incrementare gli addensamenti di traffico già peraltro presenti in quanto nella zona si concentra il maggior numero di pubblici esercizi (sei su un totale di nove autorizzazioni) oltre ad essere l'asse viario principale, la commissione consultiva ha concordato di vietare l'apertura di nuovi pubblici esercizi consentendo solo i subingressi a quelli esistenti. «Questo è un sintomo - riprende Modesti - della non conoscenza di quello che sta accadendo a Vidigulfo. Infatti lo sviluppo urbanistico ha portato alla realizzazione di altre vie parallele a via Roma che, pur rimanendo la strada provinciale, oggi ha valide alternative. La proposta presentata è assolutamente inaccettabile in quanto tende concettualmente a dividere il paese in una zona di serie A ed una di serie B e questo non è accoglibile in una democrazia compiuta come la nostra. Siamo un paese in controtendenza: altrove si cerca di valorizzare, incentivare e incrementare le attività commerciali di ogni genere mentre a Vidigulfo la maggioranza propone di vietare l'apertura di nuovi pubblici esercizi consentendo solo i subingressi. Ma si rende conto di cosa sta votando?». La lista d'opposizione ha cosi chiesto il ritiro dal provvedimento a favore di una proposta complessiva oltre all'istituzione di una commissione speciale che preveda il coinvolgimento delle minoranze.
Gianluca Stroppa