Autovelox, lite legale tra Comune e ditta
TORREVECCHIA PIA. Sulla tormentata vicenda autovelox si avvicina l'ora della resa dei conti fra l'amministrazione comunale e la Cts, la società di Rovellasca che ha fornito a piazza del Popolo il famigerato autobox. Il Comune, in forza dei poteri autoritarivi che gli competono, ha infatti avviato le procedure per il recesso unilaterale del contratto stipulato con la società nel giugno del 2004. E' ipotizzabile che su questa determinazione si inneschi un nuovo ricorso giudiziario, l'ennesimo di questa lunga e tribolata vicenda che da quasi un anno occupa le cronache locali.
I legali della Cts hanno già informato il Comune sulla non condivisione delle ragioni che hanno condotto alla determinazione di sciogliere gli accordi prospettando dunque un seguito di tipo giuridico. All'origine della rescissione voluta dal Comune vi sono le gravi negligenze della Cts.
Nel contratto, firmato tra le parti l'8 giugno 2004, alla società era affidata la gestione complessiva dell'attività connessa ai procedimenti sanzionatori normalmente di competenza della polizia locale. Fra i compiti rientravano la registrazione delle infrazioni consultabile via Internet, la stampa dei verbali, lo sviluppo e la stampa delle foto, la spedizione dei verbali.
Il Comune, indotto dall'esigenza di evitare l'impiego di personale di polizia locale, optò per l'utilizzo del dispositivo a postazione fissa 104-C2 che, come si sa, funziona in automatico.
La prima grave colpa che il Comune imputa alla Cts risiede nell'aver garantito l'omologazione dell'autobox quando invece una miriade di pronunciamenti delle autorità amministrative e giudiziarie sollecitate dai ricorsi dei sanzionati evidenziavano la carenza dell'omologazione. Un difetto che ha compromesso l'attività sanzionatoria con il conseguente annullamento di migliaia di verbali di accertamento.
La negligenza della Cts, fa notare la determinazione affissa all'albo pretorio, non ha causato solo l'archiviazione di parecchie sanzioni ma anche oneri per la difesa in giudizio vista la valanga di ricorsi e, sottolinea il Comune, un danno di immagine vista l'eco sociale che ha fatto da contorno alla vicenda. Fra le altre accuse l'amministrazione cita la mancata visualizzazione dei fotogrammi validi per l'emissione delle sanzioni a causa di problemi di connessione, le risultanze degli accertamenti non poste a conoscenza del Comune per l'attività di validazione, la non collaborazione dalla rettifica dei verbali di accertamento carenti nell'indicazione della progressiva chilometrica.
A detta di piazza del Popolo sussiste anche un interesse pubblico che spinge a sciogliere il negozio stante le incertezze interpretative ed il contenzioso che potrebbe scaturire dall'utilizzo automatico dell'autobox alla luce delle prescrizioni ministeriali in tema di taratura periodica. I sanzionati insomma potrebbero contestare la parzialità delle operazioni di taratura. Non ha rilevanza per il Comune che l'apparecchio 104-C2 sia stato nel frattempo omologato; la rescissione è ormai decisa e non è da scartare l'ipotesi di una richiesta di risarcimento danni. Tutto questo non significa la fine dell'incubo per gli utenti della strada poichè sistemato il contenzioso con la Cts, il Comune attiverà una nuova postazione fissa per il controllo della velocità. L'unica differenza sarà data dalla gestione delle violazioni accertate che il Comune svolgerà in proprio.
Gianluca Stroppa