IL DECRETO IN CANTIERE

ROMA.Una regolamentazione più restrittiva per i magistrati nell'utilizzo delle intercettazioni, l'inasprimento delle pene per chi divulga conversazioni telefoniche intercettate e la limitazione di questo strumento di indagine ai reati più gravi. Sarebbero questi i tre punti cardine del disegno di legge sulle intercettazioni al quale stanno lavorando il premier Silvio Berlusconi e i 'tecnici" azzurri in materia.
Della stesura del testo, che dovrebbe essere pronto già nel weekend per poi essere presentato al consiglio dei ministri della prossima settimana, si stanno occupando i deputati di Forza Italia Giuseppe Gargani e Niccolò Ghedini. E secondo quanto si apprende la proposta dovrebbe incentrarsi proprio su questi tre punti. In primis, come spiega una fonte azzurra, la regolamentazione, anche per i magistrati, dell'utilizzo delle intercettazioni, strumento che andrà usato solo in ultima istanza nel caso in cui siano preclusi altri strumenti di prova. Il testo dovrebbe inoltre prevedere un inasprimento delle pene per chi divulga il contenuto di conversazioni telefoniche intercettate. Infine nel testo si escluderebbe l'utilizzo di questo strumento in caso di reati minori.