In avaria entrambi i motori: 160 morti

NEW YORK. Sono 160 i morti nel disastro aereo della West Caribbean Airways avvenuto nella notte fra lunedi e martedi, un drammatico incidente di portata multinazionale che vede coinvolti cinque paesi. I passeggeri sono tutti di nazionalità francese, i membri dell'equipaggio sono colombiani, il MD-82 è precipitato in Venezuela, il decollo era avvenuto a Panama e l'aereo avrebbe dovuto atterrare sull'isola caraibica di Martinique. Le autorità escludono che si sia trattato di terrorismo. Ci sono tutti gli elementi di un guasto tecnico e c'è il sospetto che questo incidente avrebbe potuto essere evitato.
In luglio infatti questo stesso aereo era rimasto a terra per quattro giorni per problemi relativi alla manutenzione. Si indaga ora per stabilire quali procedure fossero state seguite durante quei quattro giorni e se ci siano stati errori o manchevolezze nella manutenzione.
E' notte fonda all'aeroporto di Tocumen, a Panama, quando 151 passeggeri, un neonato e otto persone di equipaggio salgono a bordo di un aereo charter della compagnia West Caribbean, con sede a Medellin, in Colombia.
Si tratta di una piccola compagnia fondata nel 1998 che ha in dotazione 2 MD-81, un MD-82 e alcuni aerei più piccoli. Il velivolo ha per destinazione l'aeroporto di Fort de France, sull'isola francese di Martinique. Per tutti i passeggeri si tratta del volo di rientro a casa al termine di una vacanza di una settimana a Panama.
Alle 3:07 della notte il pilota entra in contatto con la torre di controllo in Venezuela e chiede l'autorizzazione a entrare nello spazio aereo venezuelano perchè ha un motore in avaria e riceve il permesso di atterrare all'aeroporto di Maracaibo. Dieci minuti dopo una seconda drammatica comunicazione: anche il secondo motore è in avaria, un caso rarissimo. E che appare, sinistramente, come una replica del disastro dell'Atr tunisino ammarato nelle acque di Palermo in cui sono morte 16 persone.
Alle 3 e 17, ora locale, l'MD-82 si trova a 11 mila metri di altitudine vicino alla zona del lago Maracaibo, nel nord del Venezuela. Dopo pochi minuti l'aereo incomincia a perdere quota precipitando ad una velocità di 2000 metri al minuto. Intorno alle 3 e 30 si va a schiantare nella località montagnosa di Machiques, a dieci chilometri dalla Serra de Perija, proprio sul confine fra il Venezuela e la Columbia.
Gente del luogo dice di avere sentito un grande boato e poi più nulla. Sono immediatamente partiti i soccorsi ma per raggiungere quello località cosi remota ci sono volute quattro ore. Alle 18 di ieri erano state recuperate circa 56 vittime.
All'aeroporto di Fort de France nel frattempo vengono mandati assistenti sociali e psicologi per confortare i parenti delle vittime. Forse viene data qualche falsa speranza ma da Jesse Chacon, ministro degli Interni venezuelano, si apprende che non ci sono possibilità di trovare superstiti. La notizia rimbalza immediatamente anche in Francia dove il presidente Jacques Chirac esprime il cordoglio di tutto il paese e invia in Martinica il ministro dei territori d'oltremare Francois Beroin.
Il ministro francese dei trasporti nel frattempo precisa che l'aereo era in regola perchè aveva superato di recente un'ispezione. Ma i dubbi sono molti. Meno di cinque mesi fa infatti un altro aereo della West Caribbean Airways era precipitato fra San Andres e l'isola di Providencia provocando la morte di sei passeggeri e due persone di equipaggio.