Museo Elettrico verso il decollo

PAVIA. Al Cravino ormai i preparativi sono in dirittura d'arrivo. Settembre regalerà a Pavia il Museo della Tecnica Elettrica, che si annuncia come un'istituzione di primaria importanza nel firmamento scientifico europeo e il primo tassello del Sistema Museale d'Ateneo e che è in fase di allestimento. «La collezione Sirti - spiega Antonio Savini facendo il punto dei lavori e delle prossime scadenze - è stata trasferita nel nuovo edificio, quella Enel lo sarà alla ripresa dopo le ferie. L'8 settembre presso il Museo si terrà un convegno internazionale sui criteri moderni di allestimento dei musei scientifici e tecnologici. A fine ottobre si inaugurerà la grande mostra su Einstein, che resterà esposta fino a gennaio».
«Successivamente - continua Savini - l'allestimento del Museo potrà essere completato e si potrà procedere all'inaugurazione».
Antonio Savini, professore ordinario di elettrotecnica a Ingegneria e 'anima" del Museo della Tecnica Elettrica, presiede il Centro di ricerca per la storia delle tecnica elettrica che organizza la mostra su Einstein. Recentemente ha ricevuto la laurea honoris causa in scienza e tecnologia dall'Università portoghese di Coimbra per avere guidato il Gruppo di Coimbra che riunisce le Università storiche d'Europa.
L'ultimo nato nell'area del Cravino è proprio l'edificio in via Ferrata che ospiterà il Museo della Tecnica Elettrica. Il Museo ospiterà la collezione storico-didattica del Dipartimento di Ingegneria Elettrica composta da circa 3.000 pezzi, la collezione Enel composta da alcune centinaia di reperti, anche di grandi dimensioni, che testimoniano l'evoluzione della tecnica elettrica nel nostro Paese, e la collezione Sirti con oltre 3.000 pezzi che documentano la storia della telefonia e delle comunicazioni.
«Il Museo della Tecnica Elettrica - ha detto il rettore Roberto Schmid all'inaugurazione dell'anno accademico 2004-2005 a dicembre - è il primo tassello del Sistema Museale di Ateneo (del quale è stato nominato predidente Fabio Bevilacqua, ndr), che dovrebbe veder sorgere al Cravino un Museo di Storia Naturale, che ospiterà, in particolare, le collezioni storiche di Lazzaro Spallanzani e di cui esiste già il progetto un Museo per la Storia della Scienza, che sarà un vero centro di documentazione e diffusione della cultura scientifica, ed un Museo del Calcolo Scientifico, da allestire con il materiale che l'Aica (l'Associazione Italiana del Calcolo Automatico) è disposta a concederci per illustrare, in una esposizione permanente, la storia dei calcolatori nel nostro Paese».
«Il Sistema Museale di Ateneo - continuava Schmid - per il quale dovremo ora preoccuparci di raccogliere i non pochi fondi necessari per la sua realizzazione, potrebbe fare di Pavia un punto di riferimento, almeno nazionale, per la storia della scienza e per la diffusione della cultura scientifica, con evidente vantaggio anche per la città».
Per tornare al Museo della Tecnica Elettrica, che sorge su un'area di 5.000 metri quadrati all'angolo di nord-est del campus del Cravino, Antonio Savini ne descrive in questo modo storia e finalità nel volume 'Musei e Collezioni dell'Università di Pavia" (Hoepli editore): «Esso si propone di descrivere i vari percorsi delle applicazioni dell'elettricità da fine Ottocento fino ai giorni nostri. Le tre collezioni che troveranno spazio nel Museo constano complessivamente di settemila pezzi. L'origine dell'impresa può essere fatta risalire al 1998 quando, nell'imminenza delle celebrazioni per il bicentenario dell'invenzione della pila elettrica di Alessandro Volta, presso l'Università di Pavia venne costituito il Centro interdipartimentale di ricerca per la storia della tecnica elettrica, con il duplice scopo di sviluppare studi e ricerche sull'evoluzione della tecnca elettrica e di continuare la raccolta di materiale documentario in vista della realizzazione del Museo».
Di fatto il Museo della Tecnica Elettrica è stato istituito nel marzo 2000, quando un accordo di programma è stato sottoscritto tra Università di Pavia, Regione, Comune e Provincia per realizzare un museo di dimensione europea. La struttura appare nascosta da una dolce collina. All'interno trovano collocazione le gallerie per le esposizioni permanenti e temporanee, un archivio, una bibliota, un magazzino e servizi vari. Alcuni reperti grandi e ingombrandi troveranno posto, invece, nello spazio verde esterno.
La narrazione museale segue il criterio cronologico dalla seconda metà dell'Ottocento ad oggi, nell'ambito di vaste tematiche corrispondenti ai vari settori della tecnica elettrica: la produzione, la distribuzione e l'utilizzazione dell'energia, le comunicazioni, le altre applicazioni. Alcune tappe offriranno una visione sintetica dell'evoluzione della tecnologia elettrica.