Usa respingono accuse di strage

ROMA.E' anche guerra di parole, violente accuse e decise smentite quella che si combatte quotidianamente in Iraq. Dove, ieri, il comando americano ha respinto con fermezza l'accusa, lanciata dalla popolazione di Nasaf, di avere sparato indiscriminatamente contro civili che stavano uscendo dalla locale moschea alla fine della preghiera del venerdi. Secondo fonti locali, nel pomeriggio i militari americani hanno aperto il fuoco contro civili per rispondere ad un attacco, un attentato dinamitardo compiuto contro una loro colonna: un ordigno è stato fatto esplodere vicino alla moschea di Ibn al Jawzi al passaggio di una pattuglia americana, ma anche nel momento in cui i fedeli musulmani stavano uscendo dal tempio per fare ritorno nelle loro case. La reazione dei soldati che componevano la pattuglia è stata - sempre secondo quanto hanno riferito cittadini di Nasaf - violentissima e ha lasciato sul terreno almeno quindici morti, tra i quali alcuni bambini. Non meno di 17 sarebbero i feriti.