Incredulità e dolore a Voghera

VOGHERA.Una morte orribile, resa ancor più tragica dal fatto che Paola Urru ha perso la vita mentre era intenta a pregare nel corso di una funzione per San Lorenzo a Mogorella, in provincia di Oristano. Una tragedia che ha sconvolto anche Voghera dove da anni Paola Urru abitava insieme al marito e ai due figli in via Molise 36.
Cordoglio al supercarcere di Voghera dove lavora come assistente di polizia penitenziaria Pino Marras, marito di Paola. Cordoglio anche tra chi conosceva anche solo di vista la vittima.
«La notizia, questa mattina, mi ha fatto sobbalzare non appena ho aperto il giornale - commenta Mario Perrotta, vicino di casa della coppia e dirigente del Dlf -. Personalmente non conoscevo cosi bene la signora Paola, ma posso dire che si trattava indubbiamente di una donna molto legata alla famiglia, una persona schiva e riservatissima».
Un lutto che nessuno riesce a spiegarsi. «La donna, che teneva per mano i figli di nove anni e diciotto mesi, è morta all'istante mentre stava pregando davanti a una chiesa - prosegue Perrotta -. Pazzesco. E pensare che io ho un figlio di nove anni. Credo che aver vissuto quei momenti sia stato terribile. Tutto si è consumato in pochi secondi. Un dramma di proporzioni inimmaginabili». Sgomento anche all'interno del supercarcere di Voghera. Fabrizio, collega di Pino Marras, si limita a una constatazione: «Di fronte a certi fatti non ci sono davvero parole. Pino è un dipendente scrupoloso, tanto attento nel suo lavoro da fare molte volte da autista al direttore. E' un uomo forte, ma di fronte a certe situazioni come quella che ha vissuto anche i più forti si sentono a terra».
Ed è per questo che colleghi e amici della coppia stringono i parenti in una sorta di abbraccio collettivo: «Conosco bene Pino, abbiamo spesso giocato a calcetto insieme. Conoscevo un po' meno sua moglie, ma da quello che so è sempre stata una moglie e una madre irreprensibile». (e. b.)