Mancini si gode la sua Inter

MILANO. Dalla bella prova di Donetsk alla mini-partita con la Juve stasera al San Paolo contro la Juve nel trofeo Moretti. Roberto Mancini però ha negli occhi solo la Champions e quel 2-0 fuori casa con Martins e soprattutto Adriano grandi protagonisti. La prima considerazione di Mancini riguarda la capacità dell'Inter di reagire in tempi rapidi ad avversari, quelli dello Shakhtar, che avevano nelle gambe cinque partite di campionato, tutte vinte: «Mi aspettavo che i miei giocassero bene - attacca - ma abbiamo reagito oltre le aspettative, soprattutto a livello fisico. L'attacco? Adriano e Martins sono fortissimi e giovani, possono ancora migliorare moltissimo, fino a diventare una della coppie più forti del mondo. Ora escono anche insieme cosi si conoscono ancora meglio. Martins non avrà la potenza di tiro di Adriano ma ha grandi doti tecniche, forse deve migliorare nello smarcarsi».
La formazione delle prossime gare, Supercoppa compresa («il 4-4-2 rimane la soluzione più logica ed equilibrata») rispecchierà quella che ha vinto la Coppa Italia, senza quegli «esperimenti» che caratterizzarono l'inizio della scorsa stagione (e che non piacquero a parecchi). Quelli erano «esperimenti necessari» che ora, evidentemente, si possono evitare, anche perchè, spiega il tecnico, «quest'anno siamo quattro mesi avanti». Mancini non ha nemmeno troppa fretta di far scendere in campo i nuovi acquisti Figo e Samuel. «Figo ha cominciato ad allenarsi veramente da pochi giorni», commenta il tecnico il quale, però, assicura che il campione portoghese stasera a Napoli, per il Trofeo Birra Moretti, sarà in campo almeno un tempo. Cosa più difficile in Supercoppa. Condizione analoga di preparazione anche per Samuel e «non sarebbe nemmeno giusto nei loro confronti forzarli» per farli giocare. Ma si potrà vedere il supercentrocampo con Figo, Veron, Stankovic, Pizarro? «Si, ma bisognerà aspettare». Pizarro e Veron possono giocare insieme? «Col Bordeaux hanno giocato insieme. Molto bene quando hanno il possesso di palla, devono migliorare quando la palla l'hanno gli altri». Poi un'attestazione di stima per il cileno: «E' la palla che va dove si trova Pizarro, lui è sempre nel posto giusto, perchè ha un notevole senso della posizione». Questione portieri, che sembrava aver creato un pò di maretta (relativa, ad osservare la tranquillità di Toldo nel post-partita). Perchè Julio Cesar tra i pali con lo Shakthar? «Aveva già giocato quattro partite - spiega - . Vederlo da vicino mi ha fatto propendere per lui, anche se dispiace per Toldo, un grande giocatore. Julio Cesar è più giovane ed è fortemente motivato dal voler tornare in Nazionale». Ma il tecnico precisa: «Ora è cosi, poi si vedrà». Difesa. Ma Samuel troverà spazio con Materazzi in gran spolvero? «La concorrenza è la nostra forza». Il ritorno a porte chiuse per via dello sciagurato euroderby, secondo Mancini «non sarà piacevole per nessuno». E' una situazione inedita per l'allenatore dell'Inter. «Sono sensazioni che tra di noi hanno provato solo Figo e Samuel», in un Roma-Real del dicembre del 2004, disputato in un Olimpico spettrale perchè senza spettatori. Ma l'Inter la sua polizza, per un fattore-campo che non ci sarà, l'ha già stipulata con il 2-0 di ieri.