«Pino e Paola, fatti proprio l'uno per l'altra»
VOGHERA.«Ho appena letto la notizia sul televideo Rai. Non volevo crederci, è davvero terribile...». L'ispettore del carcere di Voghera è affranto: il gravissimo lutto che ha colpito cosi profondamente Pino Marras tocca nel profondo del cuore anche tutti i colleghi. Pino lavora da molti anni in via Prati Nuovi: assistente di polizia penitenziaria, segue le pratiche dell'ufficio censura e svolge le mansioni di autista del direttore (che ora è una donna, Stefania Mussio). «Un bravo ragazzo, molto attaccato alla moglie e ai due figli - raccontano gli agenti - Sempre puntuale sul lavoro. E' una tragedia che ci lascia sgomenti». Gli agenti del carcere di Voghera sono una sessantina, mentre i detenuti superano quota duecento. Un carcere che, pur soffrendo alcuni problemi di sovraffollamento, appare lontano da altri penitenziari ipercongestionati.
Arrivati qui dalla Sardegna, Marras e la moglie si erano ormai perfettamente radicati nella realtà locale. Il lavoro (Paola fino a non molto tempo fa faceva la parrucchiera a Milano, ogni giorno avanti e indietro con il treno), la casa in via Molise, nella zona oltre la ferrovia, non lontano dal rondò Carducci, i figli Francesco di nove anni e Luca di 18 mesi. Una famiglia felice, senza problemi. I genitori e i parenti di Pino e Paola sono rimasti in Sardegna e cosi specie d'estate trascorrere un periodo di vacanze nell'isola era un'occasione per riabbracciare i propri cari, oltre che per rilassarsi. Fino a ieri mattina, fino alla tragedia in agguato nel modo più impensabile e crudele. (r.lo.)