Popolazione ridotta a un terzo in 50 anni di fuga verso la città

GALLIAVOLA.In poco più di mezzo secolo Galliavola ha perso il 66% della popolazione residente: dai 654 abitanti del 1951 ai 223 iscritti all'anagrafe fino a ieri, 10 agosto. Un'autentica erosione comune a tutti i paesi della Lomellina, messi in ginocchio dal boom economico dei primi anni Sessanta e dalla meccanizzazione dell'agricoltura: si pensi che fra il 1951 e il 1965 Galliavola disse addio a 240 cittadini, emigrati nei paesi e nelle città del Nord Italia. Ora, il sindaco Borlone cerca in tutti i modi di invertire una tendenza che per molti sembra irreversibile: grazie alla sola operazione 'stalòn", l'amministrazione comunale spera di rovesciare in maniera vertiginosa l'andamento demografico interrompendo una discesa che dura ormai dalla fine della seconda guerra mondiale. I dati forniti dall'ufficio Anagrafe del piccolo Comune lomellino parlano chiaro: il calo dei residenti è costante lungo tutto il secondo cinquantennio del secolo scorso. Dai 654 galliavolini del 1951 si scende drasticamente a 414 abitanti nel 1965: poi, a scalare, gli uffici comunali presentano una statistica decennale. Dal 1965 in poi la diminuzione è più attenuata, ma costante: nel 1975 abitano a Galliavola 255 persone e 232 dieci anni dopo. Solo nel 1995 un timido aumento: rispetto al 31 dicembre 1985 in paese risiede una sola persona in più. Oggi, a soli quattro mesi dal prossimo censimento comunale, Galliavola fa registrare una presenza di 223 persone. (u.d.a.)