Un progetto per il Colombarone
VIGEVANO.Un centro culturale, un albergo, un ristorante, dei musei, un centro di studio sul riso e molto altro.
Tutto questo potrebbe convivere nel Colombarone. Parola di Willi Ramstein. Barba bianca, accento tedesco, ed espressione rilassata. Willi vive a pochi passi dal Colombarone, in quella che lui ha ribattezzato la casa tonda, alla Sforzesca ed è un architetto che lavora per la catena degli hotel Sheraton.
Di origini svizzere, è venuto in Italia negli anni Sessanta per contribuire alla progettazione della Rinascente a Milano. Da quel momento non si è più mosso dal capoluogo lombardo fino a quando non ha deciso di trasferirsi in campagna nei luoghi dove secoli fa Ludovico il Moro e Leonardo Da Vinci diedero vita a molti loro progetti.
«Non ci sono certo venuto ad abitare per caso - dice - la mia è stata una precisa scelta. Volevo stare in un posto che mi mettesse in collegamento con la storia lomellina e con Leonardo Da Vinci».
Non c'era niente di meglio che la casa tonda, che un tempo era adibita a casa di uno dei fattori, mentre oggi è una residenza immersa nel verde, che sta a metà tra le favole e il design più sofisticato. Davanti alla casa tonda c'è poi uno delle opere più moderne dell'archittettura medievale, che a poco a poco sta andando in rovina. E' cosi che il famoso architetto comincia a pensarci su. «Vedevo sempre il Colombarone - racconta l'architetto - e ho pensato che poteva ospitare molti progetti e che era un'occasione che Vigevano non doveva sprecare».
Cosi dalla casa tonda, «che è perfettamente in asse con il Colombarone», ha cominciato a disegnare e a buttare su carta i primi progetti. E'nato cosi un piano complessivo che è stato consegnato all'amministrazione comunale di Vigevano.
«Il Colombarone - racconta Ramstein - è il primo esempio di complesso agricolo a corte chiusa. Il riutilizzo è fondamentale. Ci vorrebbe un équipe che coordini i lavori. Io mi metto a disposizione per questo progetto». Che nei sogni dell'architetto potrebbe riqualificare Vigevano a tutti gli effetti. «Dovrà essere diviso in due parti - spiega - In una sarà allestito un albergo, con sale per banchetti e congressi, mentre nell'altra un centro culturale che riguardi la storia del territorio. Dovrà essere essere aperto anche alle scuole, perché il museo non deve essere un luogo statico, ma va vissuto in maniera attiva. Il museo è un luogo vivo di studio».
La costruzione voluta da Ludovico il Moro deve quindi allo stesso tempo restituire la città alle sue origini, ma anche proiettarla verso il futuro. Ma a che prezzo?. «Ho già preso contatto con diversi sponsor - dice Ramstein - ed è pronto a collaborare Carlo Pedretti, uno dei massimi studiosi di Leonardo. Vigevano non dovrà mai chiedere quanto spenderà per il Colombarone. Non sarà nulla rispetto al prestigio che ne può guadagnare».
Andrea Ballone