Carlo Nordio «Magistrati responsabili»

ROMA.«Si dovrebbe riprendere in mano la proposta avanzata da un deputato di An che chiedeva di proibire di riportare i nomi di magistrati e avvocati nei canali di informazione». Quella che Ettore Randazzo, presidente dell'Unione camere penali, introduce nel dibattito svoltosi ieri a «Radio Anch'io» era solo una provocazione, ma ben illustrava il punto di vista dello stesso Randazzo e di Carlo Nordio, sostituto procuratore di Venezia, sul problema delle intercettazioni telefoniche a fini d'indagine e del loro utilizzo da parte dei media. Per quest'ultimo e per l'avvocato, una parte del problema deriva dalla tendenza dei loro colleghi a cedere le trascrizioni delle intercettazioni ai mezzi di informazione in cambio della «pubblicità» che ne deriverebbe. Il sistema dei media, dunque, è un elemento dal quale non si può prescindere per affrontare il problema a patto però che non «si tocchi il diritto di cronaca e d'informazione cosi come lo sancisce l'articolo 21 della Costituzione», è la premessa di Guido Columba, presidente dell'Unione cronisti italiani. Columba aggiunge che «dal momento in cui il cronista viene in possesso delle informazioni ha il dovere ed il diritto di pubblicarle e diffonderle cosi come esse si presentano».