La prima foto dei gemellini ma Agata resta in incubatrice

ROBBIO.La grande avventura per i coniugi Giarda, genitori dei tre gemelli robbiesi, nati venerdi mattina nella clinica milanese Mangiagalli, è iniziata sin dal primo giorno. Papà Paolo, quarant'anni, dirigente industriale, e mamma Lucia, 33 anni, impiegata, alla loro prima esperienza genitoriale, sono stati, infatti, subito coinvolti nella gestione dei loro tre neonati, dal personale dell'istituto super-specializzato. In particolare il padre Paolo Giarda non si era ancora ripreso dalla forte e intensa emozione di vedere coronato il desiderio di paternità dall'arrivo dei tre gemelli, fortunatamente senza l'insorgere di problemi o complicazioni, sempre temibili e possibili soprattutto in gestazioni cosi complesse e insolite come le trigemellari, che veniva messo alla prova con biberon e pannolini.
Un assaggio di quello che attenderà i coniugi Giarda, al loro ritorno a casa, quando dovranno modificare radicalmente abitudini e ritmi di vita per accudire e venire incontro alle esigenze di Pietro, Sofia e Agata (che per ora passa molte ore nell'incubatrice).
Per fronteggiare la situazione, già da tempo, comunque, i genitori dei tre gemelli hanno previsto il coinvolgimento di nonni, parenti e altre persone che collaboreranno con loro nella quotidiane attività di cura, nutrimento e pulizia dei piccoli.
La nascita dei tre gemelli, evento che a Robbio nessuno ricorda essere mai avvenuto, è stato l'argomento del giorno in città e molte persone hanno voluto personalmente congratularsi per il lieto ed eccezionale, recandosi presso i congiunti dei due genitori, in particolare la famiglia Barbantani, in via Trieste e la mamma del papa, signora Giarda in via Magenta.