«Tremori e quegli strani fumi» Dal ricorso alle preoccupazioni
VOGHERA.Il sequestro della centrale di Torremenapace è accolto con preoccupazione anche da chi abita nelle vicinanze. E' il caso di Augusto Corti, agricoltore di Silvano Pietra, che vive con la famiglia a trecento metri dall'impianto. «Mi sono sempre battuto contro la centrale - dice - e credo che se la Procura ha disposto il sequestro molte cose non dovevano certamente essere regolari». Ma quali sono le prime impressioni di chi dorme a pochi metri dalla turbina della centrale? «Beh, non è certo una condizione agevole. Abbiamo notato che, in orari diversi e per motivi a noi ignoti, i vetri di casa tremavano. Saranno le ventole di raffreddamento?». Ma non finisce qui: «L'altra mattina - racconta l'agricoltore - abbiamo notato un fumo marrone levarsi dai camini. Abbiamo chiesto a degli esperti e ci è stato detto che si trattava di una fuoriuscita davvero anomala. E pensare che il sindaco Torriani ha dichiarato che la centrale avrebbe inquinato meno di un'automobile...». Augusto Corti, firmatario del ricorso promosso da Legambiente, va oltre il sequestro e chiede: «Io ed altri agricoltori abitiamo e lavoriamo qui da vent'anni. A poca distanza dall'impianto io coltivo pomodori, altri invece hanno un campo di cipolle appena sotto i tralicci dell'alta tensione. Abbiamo fatto ricorso perché troviamo che la decisione d'installare una centrale elettrica nel bel mezzo delle campagne di Torremenapace danneggi notevolmente la nostra attività». Timori fatti propri anche dalle amministrazioni di Silvano e Corana. «Chissà cosa succederà fra sette-otto anni con questo impianto sopra le nostre teste - s'interroga Augusto Corti insieme ai colleghi agricoltori della zona -. Chi può dirlo?».